La rabbia di Brigitte Bardot ritorna nelle pagine del settimanale francese Paris Match. “ La condizione degli animali è disprezzata dai politici perché gli animali non votano, ma i loro padroni si “ queste le parole dell’icona del cinema francese degli anni ’60 che con infinita tenacia continua la sua battaglia in difesa degli animali. “ E’ vergognoso che tutti i candidati si alleino con i cacciatori” per lei solo Dominique Voynet ( candidata dei Verdi) “ è stata estremamente coraggiosa nel continuare a difendere fino in fondo la sua opposizione alla caccia” è così che la Bardot si lancia a modo nella campagna presidenziale. A 72 anni, Brigitte Bardot, che da ex sex simbol è diventata il simbolo della lotta per la protezione degli animali, ha manifestato sabato scorso in piazza del Pantheon, a Parigi, insieme ai rappresentanti di una cinquantina di associazioni di difesa dei diritti degli animali per chiedere un "impegno preciso" da parte dei candidati alle presidenziali su alcuni punti: i combattimenti tra animali, gli esperimenti, la corrida, la caccia, la preparazione del foie gras, i mattatoi e le condizioni di trasporto degli animali.
La manifestazione era stata voluta dalla stessa Bardot e organizzata dalla Fondazione, creata vent'anni fa, che porta il suo nome www.fondationbrigittebardot.fr . «Il mio dolore non è niente in confronto a quanto deve subire il mondo animale», dice la Bardot che ha passato gli ultimi trent'anni della sua vita a lottare contro le pellicce o la caccia ai piccoli di foche e a rivolgersi senza remore a tutti i grandi del mondo per denunciare le violenze contro gli animali. «Purtroppo - osserva ancora - esistono più norme in favore delle automobili che degli animali».
Roberto Quercia
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