MondoPet

MAMMA, HO FAME!

La nutrizione dei cuccioli si basa su ben precisi presupposti scientifici e su una ricerca continua e costante - da parte delle aziende produttrici - volta a garantire i più idonei apporti energetici

 

@@(alt)@@
 

Cuccioli, cuccioloni, giovani o, addirit­tura, giovani pro­messe sono tutti appellativi che identificano i pargoli di cane in funzione della loro età anagrafica. In realtà, quel che più conta è l'effettiva età fisiologica che ogni soggetto  presenta: nell'ambito delle circa 400 razze esistenti, si evidenzia­no enormi variazioni tra la velocità di crescila delle cosiddette "razze pesanti" (grossa taglia) e quella delle "razze nane". Se a questo elemento va ad aggiungersi poi il fattore numerico che caratterizza ogni singola cucciolata.  
Prima ancora di nascere
Sembra incredibile ma, almeno in termini alimenta­ri, il cucciolo inizia a far sentire la sua presenza prima ancora. di: venire al mondo. In effetti, già nelle ultime 3 settimane di gravidanza, il numero di piccoli presenti nel ventre materno può dettar legge sul rappor­to della cagna nei confronti del cibo; è proprio in questo periodo che la mole dei cuc­cioli diviene più imponente e tale presenza viene evi­denziata persino da un accentuato cambiamento della silhouette esterna della madre.

Questo aumento di volume comporta una duplice e fon­damentale constatazione: viene sottratto spazio ai visceri che normalmente occupano l'addome a favore di un solo organo, l'utero, che contiene parecchie vite, a loro volta dotate di esi­genze nutrizionali specifi­che. E' intuibile che l'appa­rato gastroenterico sia quel­lo maggiormente influenza­to da questa nuova situazio­ne; esso dovrà soddisfare un aumento di richieste energe­tiche ma - non potendosi espandere liberamente per la presenza dei cuccioli - porterà la cagna a sostan­ziali modifiche del proprio comportamento:

  • assumerà infatti molti pic­coli pasti nell'arco della giornata;
  • sentirà l'esigenza di ali­menti particolarmente ric­chi- di energia;
  • ridurrà vistosamente i propri movimenti.

In natura, queste condizio­ni non sono tutte facilmen­te raggiungibili mentre per quanto concerne i nostri animali, allevati all'interno di apposite strutture o, addirittura, in appartamen­to, la cosa dovrebbe essere più semplice ma, anche in questo caso, saranno le esi­genze dei piccoli in procinto di nascere a pilotare il com­portamento della madre nei confronti del cibo: trasfor­mando anche la più tran­quilla cagnona in una ladra patentata o in una famelica divoratrice. Per questo è importante tenere sempre sotto controllo il peso della partoriente; essa non deve infatti giungere allo sforzo finale troppo magra, ma non deve nem­meno essere in eccessivo soprappeso.
La soluzione più pratica e più razionale alle specifiche esigenze nutrizionali di una cagna in procinto di parto­rire consiste nella sommini­strazione di alimenti secchi preconfezionati. Tra questi risultano particolarmente indicati quelli dedicati all’alimentazione del cucciolo, poiché alla notevole densità energetica (contenu­to calorico per grammo di prodotto) uniscono una buona percentuale di pro­teine, elementi indispensa­bili alla costituzione di nuovi tessuti come quelli dei nascituri.
I problemi legati al sovrappeso
Timori, apprensione, tensio­ne palpabile nell'aria, sono tutti segni di un parto imminente, che sul piano psicologico sembra gravare più sui proprietari che sulla stessa cagna, che vive certa­mente con molta più natu­ralezza questa delicata fase della sua vita. Poi, final­mente, arriva il grande evento. Che si materializza nella nascita di un variabile numero di cuccioli che devono necessariamente essere nutriti in modo con­grue da parte della madre per poter crescere sani e forti. Così, se la cagna gra­vida necessitava di circa il 50% in più rispetto al suo regolare fabbisogno energe­tico, la neomadre arriva a dover ingurgitare anche il 250 o il 300% in più delle calorie che le serviranno poi quando, svezzati i cuccioli, potrà tornare alla norma­lità. E qui, ancora una volta, gli alimenti secchi per cuccioli si rivelano un otti­mo alimento per la madre, sempre per l'elevato appor­to energetico e proteico che garantiscono.
Un tempo, come giustamen­te fanno notare alcuni ricer­catori, la preoccupazione principale dei nutrizionisti consisteva nel definire i minimi necessari alla cresci­ta dei cani, mentre ora acquistano sempre più importanza i problemi lega­ti al sovrappeso o ai difetti ossei derivanti da un'ali­mentazione eccessiva e scor­retta. Già nel 1982, R.S. Anderson sosteneva che l'alimentazione dell'animale da compagnia deve rispon­dere essenzialmente a questi sei requisiti:

  • favorire la crescita;
  • soddisfare il potenziale genetico della sua struttura fisica;
  • aiutare la salute fisica e mentale;
  • garantire la miglior poten­zialità riproduttiva;
  • raggiungere la vecchiaia in salute;
  • dare gratificazione.

Trascurando il periodo di pre-svezzamento, di cui si tratterà in seguito, i punti 1, 2 e 6 sono quelli "caldi"; caldi poiché pre­suppongono la possibilità di un'eccessiva somministra­zione di alimento con i danni che ciò può compor­tare.
Pur tenendo conto che, dopo la quarta settimana, aumenta l'attività motoria del cucciolo, che stanno per spuntare i denti e che il latte materno inizia a impo­verirsi, sarebbe un grave errore mettersi a "pompare" alimento in uno stomaco di proporzioni così ridotte: come minimo potremmo incorrere in clamorose indi­gestioni, difficilmente tolle­rabili dal cucciolo, se non addirittura in subdoli ecces­si di peso che, talvolta, sono destinati a trascinarsi per tutta la vita: particolarmen­te soggette a questo proble­ma sono alcune razze a rapido accrescimento, di taglia media o grande, così di moda ai nostri giorni (Labrador, Golden Retriever, Rottweiler, Bassett Hound, Bassotti  ecc.).
Il sovrappeso in questa fase della vita del cucciolo può essere, a sua volta, causa di due spiacevoli conseguenze. Ovvero la futura obesità, che dipenderebbe dal numero di cellule adipose accumulatesi proprio in queste prime fasi di vita, nonché l'insorgere di alcune patologie articolari e di deformazioni dei raggi ossei, in parte dovute all'eccessiva sollecitazione (troppo peso) e in parte alla somministrazione di diete sbilanciate in termini vitaminici e minerali.
A tale riguardo, gli eccessi alimentari vengono anche invocati come potenziali cause collaterali della temibile displasia dell'anca. In realtà la com­ponente genetica è deter­minante, ma la riluttanza al movimento dei cuccioli letargici e obesi accentua la dolorabilità articolare (caratteristica della pato­logia) e impedisce la for­mazione di masse musco­lari potenti, che risultano così importanti nel com­pensare il deficit a livello dell'articolazione coxofe­morale.

Parametri per una alimentazione ideale
Nell'arco dei primi 6 mesi di vita, la maggior parte dei cani esprime la propria massima crescita. La matu­rità verrà raggiunta attorno all'anno per le taglie piccole e a 18 mesi per quelle gran­di. In molti casi il peso alla nascita deve aumentare di ben 40-50 volte per raggiungere quello definitivo, concentrando così in un tempo brevissimo la più grande trasformazione di tutta la vita. E' evidente che il potenziale genetico di ciascun individuo nulla può se non è adeguatamente sup­portato da un'alimentazione sana, completa e bilanciata. Fra i vari parametri presi in considerazione è opportuno focalizzare la nostra atten­zione su:
Energia - II cucciolo neces­sita di un apporto energeti­co pari al 200% di un adul­to di pari peso, almeno fino all'età di 6 mesi; una regola fondamentale consiglia di somministrare il doppio dell'energia necessaria al suo mantenimento finché non abbia raggiunto il 40% del peso da adulto; per poi ridursi progressivamente a circa 1,2 volte l'energia necessaria al mantenimento quando avrà raggiunto circa l'80% del peso definitivo. Proteine - I soggetti giova­ni devono costruire il pro­prio corpo e, pertanto, necessitano di un notevole apporto proteico. Importantissima è la qualità delle proteine, che devono essere altamente digeribili per poter essere assimilate e impiegate al meglio dall'organismo. Mediamente i prodotti per cuccioli dovrebbero contenere pro­teine in quantità tale da for­nire circa il 22% della loro Energia Metabolizzabile. Calcio e Fosforo - I para­metri nutrizionali prevedo­no che gli alimenti conten­gano un minimo dell'1% di Calcio e un miniino di 0.8% di Fosforo (calcolati sulla sostanza secca), tuttavia studi recenti posizionano i fabbisogni dei cani al di sotto di queste soglie. Ingrediente ultimo, ma non ultimo, per una crescita regolare e corretta del cuc­ciolo è l'esercizio fisico gior­naliero; esso contribuirà a far crescere armoniosamente la struttura scheletrica e quella muscolare.

L'eccesso nella somministrazione di Calcio può comportare:
Ridotto assorbimento di Fosforo, Ferro,
Zinco e Rame
Crescita rallentata o ostacolata
Dilatazione gastrica acuta e torsione
di stomaco

Uno squilibrio e un eccesso tra Energia/Calcio/Proteine è alla base di:
Osteodistrofia Ipertrofica
Displasia dell'anca
Sindrome di Wobbler
Panosteite eosinofilica
Osteocondrite disseccante

Maurizio Cornelli