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CUCCIOLI D'UOMO E CANI: I RISULTATI DELLA RICERCA INGLESE

 
 

Una recente ricerca condotta dalla prestigiosa rivista inglese British Medical Journal ha riesaminato il problema dell’aggressività dei cani nei confronti delle persone. Per la prima volta, però, il problema è stato affrontato dal punto di vista degli animali. Se noi uomini ci comportiamo in modo sbagliato possiamo innervosirli e renderli pericolosi. In particolare, lo studio inglese punta sull’importanza dell’educazione dei bambini che sono più a rischio di morsicature, non tanto ad opera di un cane sconosciuto ma di quello di casa, che può sentirsi minacciato mentre mangia o riposa. Infatti perché “il migliore amico dell’uomo” sia tale, soprattutto @@(alt)@@quando in casa c’è un bambino, è necessario adottare delle regole di convivenza che permettano di vivere tutti insieme, serenamente, senza pericoli. Quasi tutti i cani, proprio come impostazione genetica dovuta al processo stesso di addomesticamento, sono docili e anche nei confronti dei bambini non mostrano nessun tipo di aggressività. Quando lo fanno, molto spesso, dipende da un errore di comunicazione all’interno della famiglia o dal fatto che si è scelto il cane sbagliato. Il rapporto tra bambini e animali, per quanto istintivo e innato, deve essere mediato. Se è ormai assodato che la convivenza tra bambini e animali apporta notevoli benefici allo sviluppo psicofisico dei piccoli che, rispetto ai loro coetanei, sono più propensi ad essere socievoli, sensibili, responsabili e più sicuri di sé, non sempre li si prepara ad accogliere un animale in casa. Gli adulti hanno il compito fondamentale di insegnare ai propri figli la sensibilità e le regole per trattare con gli animali nel modo più corretto e, nel caso in cui ci sia già un animale in casa quando arriva un bambino, di gettare tempestivamente le basi perché il cucciolo di uomo sia accolto non come un estraneo ma come un altro membro della famiglia da amare e proteggere. L’ideale sarebbe abituare il proprio cane alla presenza dei bambini entro le prime unidici/dodici settimane di vita. In questo periodo il cucciolo impara a socializzare e a conoscere l’ambiente in cui vivrà e, poiché tutto ciò che si conosce bene non fa paura, non avrà problemi ad accogliere benevolmente il nuovo arrivato. Se ciò non è avvenuto, durante i nove mesi di attesa è importante che il proprio cane abbia a che fare con i bambini che, fino all’età della pubertà, per movimenti e odori differenti da quelli degli adulti possono non essere riconosciuti come piccoli uomini. Con la giusta cautela, quindi, è bene favorire questi incontri tenendo presente che è fondamentale ricorrere a un veterinario comportamentalista nel caso in cui il proprio animale mostri nei loro confronti diffidenza, paura o, peggio, tendenza all’aggressività. Sotto una guida esperta si potrà correggere un errore di mancata conoscenza. Occorre però ricordare che i bimbi non sanno riconoscere i segnali di avvertimento che un cane può dare quando ne ha avuto abbastanza. Il bambino deve imparare da subito a rispettare l’animale, facendo particolare attenzione al momento del riposo e dei pasti, momenti nei quali anche il cane più docile deve essere lasciato tranquillo.


Roberto Quercia