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La Legge quadro Nazionale in materia di animali di affezione e di prevenzione del randagismo 14 agosto 1991, n. 281, stabilisce che:i proprietari di cani hanno l'obbligo di effettuare l'iscrizione alla anagrafe canina regionale presso l'Az. SL del comune di residenza.
Pertanto, tutti i cani residenti nelle regioni italiane devono essere identificati.
Che si usi il microchip o il tatuaggio tutti i cani devono comunque essere registrati all'Anagrafe Canina del luogo di residenza, entro 30 giorni dalla nascita o entro 3 mesi da quando se ne viene in possesso.
Eppure, i cani ed i gatti regolarmente iscritti, in Italia, rappresentano una percentuale molto bassa rispetto alla reale popolazione.
Ma allora come mai, nonostante tutti i dispositivi messi in atto gli animali registrati sono pochi e se si perdono e sono registrati ritrovarli è così difficile?
Perché in Italia non esiste una anagrafe canina nazionale. Una provincia o, nei casi di quelle realtà che hanno già attivato il database regionale, la Regione, potrebbe risalire al proprietario se il cane è stato microchippato nella stessa provincia o regione, ma se il cane viene smarrito in altra provincia o regione da quella dove è stato microchippato difficilmente si rintraccia il proprietario.
Ma i problemi non derivano solo dalla mancanza di una anagrafe unica nazionale.
L’eccessiva burocratizzazione e difficoltà dei processi di registrazione dei dati, successivi alla microchippatura/tatuaggio, finiscono spesso per vanificarne gli effetti poiché i proprietari di animali sono spesso scoraggiati ad effettuare la registrazione dei dati che in molte province avviene postuma rispetto alle operazioni di chippatura dell’animale e quindi, molti cani e gatti, nonostante siano portatori di microchip molto spesso non risultano iscritti all’anagrafe canina in quanto la registrazione dei dati non è mai avvenuta.
Cosa fare allora?
Bisogna smuovere questa situazione innanzitutto perché non si verifichino più casi come quello di Mademoiselle cagnetta italiana rubata ai proprietari in Francia e da almeno 5 mesi in attesa di rintracciare i propri padroni. Come lei molti altri cani e gatti aspettano in qualche canile o gattile il ritrovamento del proprietario. Qualcuno è fortunato e lo ritrova nel giro di pochi giorni, qualcuno lo è un po’ meno ed aspetta qualche mese qualcun’altro non lo è per niente ed in canile o in gattile ci rimane per il resto della propria vita.
Cosa si propone di fare l’Associazione?,
L’Associazione 6 Zampe Onlus si è posta il problema ed oltre a lanciare una campagna di sensibilizzazione all’uso del microchip come migliore mezzo di identificazione per cani e gatti, sta realizzando il portale che permetterà l'identificazione via web, a livello nazionale di animali domestici come cani, gatti e furetti. Sul portale si, potranno registrare gratuitamente i dati degli animali "da compagnia" in modo da consentirne, un rapido riconoscimento in caso di necessità.
Il nuovo sistema nasce, dalla constatazione che per risalire al padrone dell'animale il microchip non serve se non esiste una banca dati nazionale.
L'accesso al portale sarà consentito ad Asl, veterinari, istituzioni e canili, attraverso una password di autenticazione, in modo tale da permettere la ricerca degli animali su tutto il territorio nazionale.
L’Associazione 6 Zampe Onlus invita tutti coloro che posseggono un cane, un gatto o un furetto a microchipparlo ed a fornire i dati alla nostra banca dati nazionale non solo per rispettare le normative vigenti, ma per consentirci di fornire a tutti i cittadini un servizio efficiente ed anche efficace.
Emma Leonardi
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