L'ODISSEA DI MADEMOISELLE |
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Rubata cinque mesi fa, sottratta alla sua vita in Italia, passata di mano in mano tra i senzatetto francesi, rischia ora di morire in un canile giusto a pochi chilometri oltre il nostro confine. E' la storia di Mademoiselle, un pastore tedesco di circa 1 o 2 anni, pelo lungo e fulvo con una bella chiazza nera che avvolge il dorso, occhi che emanano una sensazione di paziente attesa. Un vero e proprio giallo, questo di Mademoiselle. Dopo cinque mesi di palpitazioni il caso e' ancora insoluto. La vicenda e' rimbalzata in Italia dopo che l'animale e' stato sequestrato ad un giro di clochard i quali, a loro volta avrebbero ammesso di averla rubata a degli italiani. A raccogliere la storia di Mademoiselle, questo il nuovo nome assegnatole, l'Associazione animali persi e ritrovati (Aper) che da qualche tempo e' sulle tracce della quattro zampe. Il problema ora è che i canili francesi, al contrario di quelli italiani, sono a numero chiuso e la cagnolina, attualmente ospite di un rifugio nel sud della Francia, rischia di venire uccisa per lasciare spazio ai nuovi arrivati. Mademoiselle, infatti, e' dotata di regolare microchip destinato al mercato italiano ma fino ad ora, nonostante i ripetuti appelli, non si e' stati in grado di trovare la famiglia ''di origine''. Proprio nei giorni scorsi l'Associazione Aper ha presentato infatti al canile ''una formale richiesta di assunzione di responsabilita' e sono in atto i preparativi per il rientro di Mademoiselle, previsto per la metà di ottobre''. ''Nonostante le ricerche a tutto campo - riferisce ancora l' Aper - a oggi non e' stato ancora possibile rintracciare la legittima famiglia a cui e' stata rubata in Italia circa 5 mesi fa. Si cercano ora in tutta Italia i proprietari del cane con microchip 380098100748396 della ditta Bayer che, stando alle stime dei veterinari, non dovrebbe avere piu' di uno o due anni e che al momento del furto poteva avere una età compresa fra i sei e i 18 mesi''. Nodo della vicenda il microchip, appunto. La casa produttrice, la Bayer, interpellata a proposito ha comunicato che il transponder risulta essere stato consegnato alla ASL 5 di La Spezia nel marzo 2005 ma dove, dopo iniziali controlli, non risulta essere invece inserito nella banca dati dell’anagrafe caninina spezina. Il microchip è la carta d’identità dell’animale. Non iscrivere i cani alla loro anagrafe è un errore clamoroso. Chi tiene al proprio animale deve farlo perché solo così un cane o un gatto smarrito può tornare dai suoi proprietari. Purtroppo per colpa della scarsa informazione solo pochi cittadini riescono a capire l’importanza e il valore del microchip e di avere quest’obbligo nei confronti del proprio amico a quattro zampe perché iscriverlo all’anagrafe canina e microchipparlo significa amarlo e quindi proteggerlo.
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