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Gatti pigri e sonnolenti che si crogiolano al sole. Gatti giocherelloni e mai fermi che passano la giornata ad inseguire sogni di caccia. Gatti che lottano per il loro posto in società. Gatti che ci osservano con quei loro occhi aristocratici ed un po’ enigmatici.
Gatti che ci affascinano con quel loro aspetto sinuoso ed un po’ distaccato che non possiamo piegare ai nostri codici di buona compagnia e che ci meravigliano poi con inaspettate dimostrazioni d’affetto.
Gatti insomma. Quelli che tutti i romani sono abituati ad incontrare per le strade della propria città e che i turisti hanno imparato a conoscere ed apprezzare attraverso calendari e cartoline, prima ancora di vederli davvero.
Roma la città eterna. Roma la città degli animali. Roma la città dei gatti.
Gatti che vivono nelle famiglie ma anche gatti che hanno fatto dell’intera città la loro casa.
Questi ultimi sono circa 120 mila ed il comune attraverso il regolamento per la tutela dei diritti degli animali li ha riconosciuti patrimonio bioculturale delle città. Sono loro che con la loro presenza rendono vivi i monumenti capitolini. Sono loro che si muovono sornioni tra capitelli e resti di colonne.
Ma come vivono i gatti per le strade della città?
Vivono in gruppi più o meno numerosi e sono stanziali su un territorio. Questo significa che quando una colonia conquista uno spazio che sia tra le rovine storiche, nei pressi di un monumento, in una piazza in un giardino, in un complesso monumentale o anche un cortile, difficilmente deciderà di spostarsi e difenderà da ogni intrusione il territorio.
“Il gatto è simbolo di Roma, patrimonio bioculturale e cittadino della capitale” spiega Monica Cirinnà delegata per i diritti degli animali del comune di Roma, “e quello che troviamo per le nostre strade, non il solito felino smagrito che, spesso si incontra in altre città, ma è piuttosto in carne, grazie alla realtà delle colonie feline. La legge Regionale del Lazio numero 34/97, tutela infatti le colonie feline nel loro habitat urbano naturale, da dove nessuno le potrà scacciare: chiaramente sarà necessario il rispetto delle norme igieniche e della sterilizzazione”.
Chi si prende cura dei mici di strada?
È un esercito di piccoli grandi eroi fatto di gente comune, di gattare e gattari che spuntano come per incanto là dove c’è una colonia, di associazioni e di volontari che tutti insieme, ogni giorno si preoccupano di rendere vivibile la città dei gatti che vive nella città di Roma. Procurando loro cibo, un riparo e provvedendo alla loro sterilizzazione. Perché, nonostante il fatto che molte persone si ostinino ad affermare che la sterilizzazione è “contronautra”, in realtà rappresenta l’unica possibilità per dare una buona qualità di vita ai gatti di strada. Si tratta, in realtà, di un atto d’amore. Infatti il controllo del numero delle nascite è necessario per garantire la salute delle colonie dato che i gatti una volta sterilizzati sono più territoriali, e sono anche meno aggressivi. Il loro contenimento numerico è poi importante per la sostenibilità della gestione e dei rapporti con la società umana con cui condividono gli spazi cittadini.
I gatti di Roma in cifre
A Roma si contano circa 300 mila gatti di cui in 120 mila vivono in famiglia i restanti 180 nelle varie colonie feline disseminate nella capitale.
Le colonie sono 1867 e la presenza media di gatti è di circa 14 esemplari.
Il censis ha stimato che i costi annui per una colonia felina di 14 esempalri si aggirano in circa 3000 euro.
Il decalogo dell’eco-gattara
- distribuire il cibo ad ore fisse in modo che i gatti consumino subito la loro razione
- individuare le stazioni di rifornimento al riparo dal sole per evitare decomposizioni e cattivi odori
- versare il cibo in contenitori usa e gettae rimuoverli quanto prima
- il cibo difende i gatti dalla fame e dalle malattie. Usare quando possibile cibi secchi, per evitare la formazione di cattivi odori
- provvedere affinché ci sia sempre dell’acqua a disposizione degli animali. Gli operatori ecologici si dovranno impegnare a non rimuoverla
- secegliere un luogo sicuro e riparato per i ricoveri. Rinnovare spesso le cassette e tenere il più possibile pulitele eventuali coperture di lana per l’inverno
- concordare con gli inquilini uno spazio apposito dove lasciare il cibo per i gatti di cortile e giardini condominiali. Questo spazio dovrà sempre ssere tenuto scrupolosamente pulito.
- evitare di lascare il cibo sotto le automobili parcheggiate.
- queste regole non bastano se non si è provveduto alla sterilizzazione dei gatti, a cura dle Servizio Veterinario Azienda USL, necessaria alla salvaguardia della salute e ad evitarne la crescita incontrollata. Registrando la colonia felina di cui ci si prende cura presso l’Azienda USL di appartenenza, sia gli animali che ci se ne occupa saranno tutelati dalla legge.
- accudire la coloni afelina è un diritto sancito dalla legge nazionale 281/91. l’impossibilità di tutelare i gatti configura il reato di maltrattamento di animali snazionato dall’art. 544-ter del codice penale ed è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno, o con la multa da 3.000 a 15.000 Euro; pena aumentata della metà si si causa la morte dell’animale.
LA CAT CARD DEL COMUNE
La cat card è stata concepita con lo scopo di agevolare che si occupa del mantenimento delle colonie feline. La cat card è in sostanza, un attestato dell’attività di volontariato svolta spontaneamente dai cittadini. La cat card da diritto ad uno sconto che va dal 10 al 30 per cento su prodotti ed accesori. Per info www.uda-comuneroma.it oppure 0632650570 - 063217951
Emma Leonardi
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