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PRIMAVERA A SEI ZAMPE

E’ arrivata la stagione primaverile che regala belle giornate e nuove emozioni dopo le limitazioni dell’ inverno: prepariamoci a goderle appieno con il nostri amici a  quattro zampe.

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Aprile dolce dormire! Ma è anche vero che con l’arrivo della bella stagione le giornate si allungano e le temperature  diventano più miti invitando a passare più tempo all’aria aperta.  

Finalmente è arrivata la bella stagione. Archiviate per qualche mese le corte giornate invernali la pioggia e il freddo è giunto il momento di godere del ritrovato bel tempo dilettandoci con lunghe passeggiate all’aperto magari accompagnati dai nostri beniamini.
Il trascorrere più tempo all’aria aperta necessita però di alcune accortezze da mettere in atto al fine di godere di tutti i vantaggi  della bella stagione senza subirne i disagi dovuti agli insetti come pulci zecche zanzare, allergie e calore che possono finire per trasformare un piacere in un fastidio. 
Cominciamo con un aspetto non tanto bello di questa stagione: i parassiti.

I PARASSITI, OSPITI INDESIDERATI
L'aumento di temperatura, le nuove condizioni di luce e umidità, creano un clima favorevole allo sviluppo dei parassiti, che spesso diventano ospiti indesiderati dei nostri amici pelosi.
Pulci  e zecche
Cani e gatti possono essere "attaccati" da parassiti esterni, che vivono sulla superficie corporea dell'animale, annidandosi nel mantello o sulla cute, nutrendosi di sangue o di frammenti di cellule o di peli.
Tra questi, in primavera, il cane e il gatto possono trovarsi più facilmente a dover ospitare, loro malgrado, pulci e zecche. Risvegliate dalla bella stagione e fuoriuscite dagli anfratti del terreno dove erano state deposte le uova, esse attendono, pazienti, che uno dei nostri amici si avvicini.
Vediamoli nel dettaglio
 La zecca
E' un parassita di forma ovoidale, con il corpo protetto nella parte superiore da uno scudo rigido; può raggiungere dimensioni notevoli (più di un centimetro di lunghezza).
Non vive sempre sul corpo dell' ospite ma, una volta adulta, si lascia cadere sul terreno dove depone le uova in anfratti riparati.
Quando le condizioni di temperatura e umidità divengono favorevoli al loro sviluppo, dalle uova fuoriescono le forme giovanili delle zecche; queste si arrampicano sui fili d'erba dove restano in attesa di un ospite adatto sul quale salire per nutrirsi.
Il pasto della zecca è a base di sangue dell' ospite stesso. Essa infigge nella cute la testa dotata di un robusto rostro e succhia. Durante il pasto, il suo corpo si dilata, assumendo la tipica forma globosa.
Le zecche, soprattutto se molto numerose su di un solo animale, possono causare una serie di disturbi: anemia e debilitazione legate alla sottrazione di sangue, lesioni cutanee che possono divenire sede di pericolose infezioni, trasmissione di malattie batteriche, virali o protozoarie.

La pulce
E' un parassita molto diffuso.
Piccolo, di colore bruno, è dotato di un apparato boccale che consente di pungere e succhiare e possiede arti lunghi e robusti che sfrutta per spiccare salti ampi e rapidissimi.
L'ambiente è uno dei fattori determinanti per il suo sviluppo. La pulce, infatti, conduce vita parassitaria solo da adulta. Le femmine producono le uova sulla superficie cutanea dell'ospite, da dove cadono rapidamente a terra. E' stato rilevato che la deposizione avviene di preferenza nelle tranquille ore notturne, per cui la concentrazione di uova è maggiore nell'ambiente dove l' animale riposa, che, spesso, è anche quello che riproduce le condizioni più favorevoli per l' ulteriore sviluppo del parassita. Le larve fuoriescono dall' uovo dopo pochi giorni e sopravvivono lontano dall' ospite, annidandosi tra le fibre di tappeti e moquette o nelle crepe dei pavimenti fino al completo sviluppo. In questa fase di accrescimento, le "quasi-pulci" sono dotate di una notevole resistenza alle avversità, anche ai trattamenti con prodotti insetticidi.
Quando riesce a raggiungere un ospite, la femmina di pulce, dopo aver preso il suo pasto di sangue, inizia a produrre uova: in condizioni ottimali può arrivare a deporne fino a 50 al giorno!
Nella scelta dell' ospite, la pulce non si pone troppi problemi: se non trova quello ideale può parassitare altri mammiferi, compreso l'uomo (motivo in più per mantenere sotto controllo l' eventuale infestazione da pulci dell' ambiente domestico), oppure gli uccelli.
Le pulci provocano fastidio e disturbi all'animale: prurito, irritazione cutanea, anemia e debilitazione se l' infestazione è massiccia; possono inoltre trasmettere la tenia.
Ma la patologia più frequentemente associata alla presenza di tali parassiti è l' allergia scatenata da alcune componenti della loro saliva, inoculata con il morso.

L'ALLERGIA AL MORSO DI PULCE
Nei soggetti predisposti, anche una sola pulce può scatenare una reazione imponente, con forte prurito che induce l'animale a mordicchiarsi, leccarsi e grattarsi insistentemente fino a provocarsi lesioni cutanee, erosioni, perdita del pelo. Le aree interessate sono, solitamente, la base della coda, la faccia laterale e posteriore delle cosce e la regione inguinale. Nei casi cronici, può essere coinvolta tutta la regione dorso-lombare.
Di fronte a questi sintomi, è utile cercare la conferma della presenza delle pulci, individuando i parassiti o le loro feci sulla cute e nel mantello dell'animale. In caso di infestazione, passando tra i peli un pettinino a denti fitti si raccoglie la cosiddetta "polvere di caffè" che è costituita, appunto, dalle deiezioni parassitarie. Posta su di una superficie umida, essa lascia un alone rossastro che permette di distinguerla da detriti di altra natura.
COME DIFENDERSI DALLE INFESTAZIONI DI PULCI E ZECCHE
L’aumento del tempo passato all’aria aperta e le mutate condizioni atmosferiche faranno aumentare notevolmente il rischio di infestazioni da parassiti è per questo che  occorre attuare subito una profilassi antiparassitaria ai nostri amici.
Un bel bagno ed un adeguato trattamento con i prodotti specifici in commercio metteranno i nostri amici pelosi al riparo dai problemi legati a pulci e zecche.
Oggi in commercio esiste una vasta gamme di prodotti studiati per difendere i nostri dalle infestazioni dei parassiti.
Gli antiparassitari moderni sono in grado di soddisfare tutte le esigenze degli animali domestici  e creano un vero e proprio scudo protettivo contro le infestazioni di parassiti.
E’ importante che i trattamenti siano ripetuti alle scandenze indicate dalle case produttrici al fine di garantire sempre il massimo dell’efficacia del prodotto scelto. 

LE ZANZARE: UN PERICOLO PER LA SALUTE DI FIDO. 
Per noi sono solo fastidiose, mentre per i nostri amici a quattro zampe le zanzare possono rappresentare un vero pericolo perché capaci di trasmettere la leishmaniosi e la filariosi.
La Filariosi
Una delle malattie che possono trasmettere è la Filarosi polmonare, che può procurare nei casi più gravi problemi cardiaci permanenti.
La Filariosi polmonare è una malattia che colpisce in prevalenza i cani, anche se sono in aumento i casi di felini colpiti. Il parassita (Dirofilaria immitis) si localizza nel cuore e nelle arterie polmonari del cane.  Il veicolo di trasmissione è rappresentato da molte specie di zanzare che, con una semplice puntura, trasmettono le microfiliarie; i sintomi si possono manifestare dopo cinque- sei mesi, ossia quando tutte le larve entrate in circolo raggiungono il cuore.
Il sintomo principale è rappresentato da un affaticamento muscolare dell’animale, che sarà più facilmente rilevabile nei cani che praticano attività sportiva, nei quali, nella prima fase della malattia, si osserva una generale svogliatezza e dispnea da sforzo fino a raggiungere una totale insufficienza. Altri sintomi della malattia che si manifestano sono la mancanza di appetito, dimagrimento, fino ad arrivare nei casi più gravi ad una insufficienza cardiaca con crisi respiratorie.
Esistono dei test specifici, quali le analisi del sangue ed antigenici, che permettono di individuare la presenza di microfilarie nel sangue o di evidenziarie gli antigeni dei parassiti adulti; talvolta il veterinario potrà consigliare delle radiografie (Ecocardiografia, Radiografie toraciche) per accertare lo stato degli apparati interessati dalla patologia.
Una volta effettuata la diagnosi, e accertata l’assenza nel cane di parassiti allo stadio adulto, è necessario sottoporre il cane ad una profilassi che si basa essenzialmente sulla necessità di impedire il contatto tra le zanzare e un cane recettivo; ma dato che sono obiettivi difficilmente raggiungibili, si tende a somministrare farmaci specifici: compresse o tavolette masticabili da somministrare 1 volta al mese nella stagione delle zanzare (da aprile-maggio a ottobre-novembre) a base di ivermectina o milbemicina ossima, e un nuovo farmaco,disponibile presso il veterinario,da somministrare con  una unica iniezione sottocutanea 1 volta l’anno. Queste sostanze agiscono direttamente sulle forme larvali bloccandone il loro ciclo evolutivo, ma è importante che il cane sia sempre sotto stretto controllo del veterinario di fiducia.
Qualora, invece, il cane sia risultato positivo al test, è necessario intervenire con farmaci a base di arsenico che hanno un effetto letale sui parassiti; vanno dati sotto stretto controllo veterinario per via endovenosa o anche per via orale o sottocutanea. L’ultimo ritrovato è un prodotto a base di melarsomina di idrocloruro da somministrare, per via intramuscolare, insieme ad un farmaco per aumentare la fluidità del sangue, in modo tale da evitare che i parassiti, una volta uccisi dal farmaco, entrino in circolo e ostruiscano vasi sanguigni importanti. Questa possibilità è più rilevante nei cani di piccola taglia in quanto i diametri delle arterie sono minori. Visti i rischi, è importante proteggere il nostro amico a quattro zampe e, ai primi campanelli d’allarme, portarlo dal veterinario per escludere un possibile contagio.

La Leishmaniosi
Anche la Leishmaniosi è una malattia parassitaria che colpisce diverse specie animali. Tra le varie specie il cane rappresenta senza dubbio la specie più sensibile a questa malattia.
la Leishmaniosi è un parassita unicellulare appartenente ai protozoi che completa il suo ciclo vitale fra due ospiti: uno vertebrato (es. Cane) l’altro invertebrato (flebotomo o pappatacelo).
Nel cane la Leishmania si localizza all’interno delle cellule appartenenti al sistema immunitario, dove riesce a sopravvivere e a moltiplicarsi ulteriormente..
I sintomi del cane  con Leishmaniosi  sono estremamente variabili e possono interessare diversi organi e apparati
Esistoo degli esami per la diagnosi della malattia ma una volta accertatone il contagio  non esistono cure in grado di debellarla completamente. Pertanto è estremamente importante mettere in atto una serie di accorgimenti  per proteggere il cane dal contagio.
I flebotomi sono insetti notturni che iniziano la ricerca di cibo al calare della notte quindi è importante che gli animali anche durante l’estate durante la notte dormano all’interno delle abitazioni dove saranno in funzione gli specifici prodotti per allontanare gli insetti. Il cane va anche protetto con degli specifici collari  antiparassitari che esplichino una azione repellente  nei confronti dei pappatacei
 


 LA DIETA
Con una alimentazione adeguata, possiamo aiutare il nostro cane a mantenersi in perfetta salute.
Un corretto regime alimentare, bilanciato e completo, somministrato con regolarità e una ciotola d’acqua fresca sempre a disposizione, soddisferanno le sue esigenze di mantenimento.
In genere, più che in relazione al cambio di stagione, fabbisogni nutritivi e programmi dietetici possono differire notevolmente a seconda delle fasi del ciclo vitale e dallo stile di vita che l’animale conduce.
In primavera per il corretto mantenimento del nostro cane adulto, sano e che non stia vivendo fasi particolari, non serviranno sostanziali modificazioni della dieta. Con l’aumento del caldo comunque è consigliabile evitare un unico pasto giornaliero. Un intervallo troppo lungo tra una somministrazione di cibo e l' altra può rendere irrequieto l' animale, mentre l' assunzione di abbondanti quantità di alimento in una sola razione, magari seguita da vicino dall' attività fisica, può predisporre alla dilatazione acuta e torsione dello stomaco.
La cosa migliore sarà quindi suddividere la razione di cibo giornaliera in due pasti da somministrare nelle ore più fresche della giornata (la mattina e la sera).
 
LE ALLERGIE
In primavera, per alcune persone predisposte, puntualmente si rinnova lo sgradito appuntamento con pollini, polveri o altre sostanze irritanti, che provocano la comparsa di starnuti, eritemi, prurito…
Anche gli animali possono avere queste reazioni allergiche.
Se qualche ora dopo una corsa nel prato, il cane comincia a starnutire e tossicchiare, ha gli occhi che lacrimano e le aree di cute dove il pelo è più rado arrossate, possiamo pensare a un’ allergia.
Ma, in genere, più che le forme “di stagione” prevalentemente respiratorie come quelle che colpiscono l’uomo, il cane sviluppa un’ ipersensibilità da contatto con gli allergeni.
Questo disturbo può esordire come una forma di dermatite stagionale che si acuisce con l’ aumento della temperatura,e che con il passare del tempo si può trasformare in un disturbo permanente. L’allergia colpisce solitamente tra 1 e 3 anni di età, ed è caratterizzata da prurito moderato o intenso, eruzioni cutanee, desquamazioni, perdita del pelo e lesioni che l’ animale stesso si procura grattandosi, mordicchiandosi e leccando insistentemente le regioni interessate. Solitamente si tratta della zona del muso e delle orecchie, delle estremità degli arti, della loggia ascellare,dell’ inguine e di tutta la superficie addominale.
In questi casi, la cosa migliore da fare è cercare di stabilire quali siano gli allergeni responsabili del problema, per eliminarli o, comunque, evitarli. Si tratta, spesso, di una “missione impossibile” perché i materiali incriminati con i quali il cane può venire a contatto sono anche i più insospettabili: i normali detergenti per la casa, ad esempio, o le vernici, le fibre di stuoie e tappeti, talvolta i componenti stessi con cui sono fabbricati i recipienti per il cibo.
L’ aiuto di un proprietario attento, risulterà utilissimo al veterinario, al fine di sviluppare una strategia personalizzata per la diagnosi e la cura.

Marzia Novelli