IL RE DEI GATTI |
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Il Siamese è entrato nell’immaginario collettivo come il simbolo del gatto di razza, accudito e coccolato da ricchi ed opulenti proprietari. Re dei gatti è stato il primo ad ottenere ciò che a tutti gli altri felini era negato: vizi, coccole e privilegi. |
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Il Siamese la sua origine esotica la porta nel nome: Il Siam, attuale Thailandia, sembra essere la sua terra. A confermarlo esiste un manoscritto rinvenuto ad Ayudha, antica capitale del Siam, ed ora conservato nella Biblioteca Nazionale di Bangkok: è il “Cat book poems”. La sua collocazione aristocratica nasce proprio nel Siam: non particolarmente amato dal popolo che preferiva altri tipi di gatto, veniva però adorato da Principesse e Re. E fu proprio il Re del Siam nel 1880 che, regalando una coppia di Siamesi a Mr. Owen Gould, console inglese a Bangkok, lo introdusse in Europa. E sempre il Re nel 1890, attraverso un omaggio ad un suo amico americano, lo fece conoscere anche negli Stati Uniti d’America. Molto probabilmente la prima esposizione in cui i Siamesi apparvero fu al Crystal Palace di Londra dove ottennero un grande successo attirandosi le attenzioni di numerosi gattofili compreso l’organizzatore di mostre feline Harrison Weir, promotore della prima stesura dello stnadar di razza. L’inghileterra divenne così la seconda patria del felino. Erano allora dei felini con testa tondeggiante e corpo più tozzo rispetto agli attuali esemplari da esposizione caratterizzati da un aspetto sottile ed affusolato frutto d’anni d’intenso lavoro di slezione degli allevatori principalmente inglesi. Questa struttura, snella ed aerodinamica, si esprime anche nella forma della testa, non più tondeggiante ma triangolare, dove i lati sono prolungati da un pronunciato naso e da due enormi orecchie, larghe alla base ed appuntite. E’ ovvio che l’immagine dei Siamesi selezionati spesso lasci esterrefatti i cosiddetti “profani” legati ad un’immagine più morbida basata su forme più arrotondate. In entrambe le tipologie, da mostra e non, le caratteristiche che più contraddistinguono la razza, permettendone anche un facile riconoscimento, sono gli splendidi occhi a mandorla color zaffiro e soprattutto le inconfondibili punte colorate. Queste zone, di colorazione più scura che coprono maschera, orecchie, arti e coda, contrastano con quelle del resto del corpo che è bianco od ombreggiato. Questo perché tale particolare colorazione è determinato da un gene detto Himalayano (definito recessivo poiché, affinché i figli lo ereditino, è necessario che entrambi i genitori posseggano tale gene) il quale attiva un enzima che trasforma i precursori della melanina in melanina, scurendo il pelo. Tuttavia tale enzima viene inattivato a certe temperature che il corpo raggiunge mentre le estremità (naso, orecchie, arti) no. Pertanto alla nascita i gattini Siamesi nascono bianchi perché in utero la temperatura è più elevata e costante per tutta la gravidanza. Così solo dopo 7/10 giorni i points (ovvero le punte colorate) iniziano a manifestarsi per poi consolidarsi intorno alla 3/4 settimana. Il Siamese, oltre ad avere movenze ed atteggiamenti regali e degli occhi bellissimi, ha anche un carattere estroverso e fedele. Il rapporto che instaura con il suo amico umano è di stretta amicizia, spesso esclusiva, tanto che all’interno di un nucleo famigliare il suo affetto, è quasi sempre concesso ad un unico membro. La relazione con il suo compagno umano nella sua scala di valori ha la priorità per questo casa e territorio vengono messi in secondo piano e seguirebbe il suo padrone ovunque. E’, quindi il compagno ideale di tutte quelle persone che cercano con il proprio animale un rapporto molto stretto. Non richiede particolari cure ed è indubbiamente il più addestrabile dei gatti: se abituato fin da piccolo al guinzaglio è possibile fare delle dolci passeggiate in sua compagnia. COM'E' FATTO CARATTERE CURE ALIMENTAZIONE RIPRODUZIONE Marta Di Cioccio |
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