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La giunta comunale di Berbenno, in provincia di Bergamo, ha stabilito nel nuovo regolamento di polizia municipale che gli abitanti del piccolo paese della valle Imagna potranno possedere un massimo di due cani e quattro gatti per famiglia. Se qualcuno fosse scoperto ad avere in casa numero di animali superiore a quello indicato potrebbe essere multato con una sanzione che va dai 25 ai 500 euro.
Il sindaco Alessandro Pellegrini ha chiarito che il nuovo provvedimento vuole promuovere la cura e il rispetto per gli animali, e contrastare il randagismo. «È già difficile tenere un cane – sostiene Pellegrini – quindi il numero massimo di due ci è sembrato giusto. Certi fenomeni di randagismo sono dovuti anche al voler avere troppi animali. A noi interessano le condizioni in cui vengono tenuti, infatti il regolamento si occupa delle condizioni igieniche, del cibo, dell’ambiente in cui devono essere allevati». Nel regolamento infatti viene specificato che si intende garantire un trattamento adeguato agli animali: cibo, pulizia e ricovero devono tenere in considerazione il benessere dell’animale, mentre guinzaglio e museruola non sono obbligatori per i cani se ci sono le condizioni di sicurezza, e i cittadini sono chiamati a segnalare la presenza di animali incustoditi.
Inevitabilmente il provvedimento fa discutere: i cacciatori del paese sono preoccupati di dover ridurre le proprie mute, l’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) ha annunciato che farà ricorso al Tar perché venga garantito il diritto di tutti i cittadini al possesso degli animali. «Non esiste normativa che limiti il numero degli esemplari – dichiara Consuelo Bianco della Lega per l’abolizione della caccia – gli unici limiti che si devono rispettare sono quelli igienici e quelli imposti dal Codice civile (rumori e odori molesti, eccetera). Tra l’altro un regolamento, per quanto emanato da un Comune, non può avere una valenza superiore a quella di una legge nazionale. Tanto basta per ritenere illegittimi i limiti stabiliti a Berbenno».
Marta Di Cioccio
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