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COMITATO BIOETICO: BASTA AI CANI OGM

 
Basta alle "razze sofferenti" selezionate geneticamente dagli allevatori per essere più simpatiche e quindi più appetibili dal punto di vista commerciale.

Duro appello del Comitato bioetico dei veterinari contro il "maltrattamento genetico dei cani" messo a punto per rendere una razza più "attraente" e commercialmente più redditizia. A preoccupare sono i gravi problemi di salute legati alle modifiche genetiche e alle relative sofferenze a cui sono sottoposti gli animali. "Bisogna definire strategie di allevamento per diminuire il fenomeno delle alterazioni fisiche", hanno spiegato.
Nel mirino del comitato bioetico ci sono soprattutto gli sharpey dalle mille pieghe, i carlini con i loro musi schiacciati, i king cavalier ridotti a buffe miniature, i bulldog inglesi con le loro zampe storte e i cani da borsetta tanto in voga tra i vip e non solo. "Quando compriamo un pelouche, pretendiamo mille garanzie su provenienza e fabbricazione. Quando il pelouche è in carne ed ossa ce ne disinteressiamo", sintetizza Pasqualino Santori, presidente di un gruppo di superspecialisti della morale canina.

L'obiettivo del Comitato è quello di restituire rispetto e dignità ai fedelissimi amici a quattro zampe di milioni di famiglie, dicendo basta alle "razze sofferenti" selezionate geneticamente dagli allevatori per essere più simpatiche e quindi più appetibili dal punto di vista commerciale. Dietro ai " buffi difetti" di alcuni esemplari, che li rendono irresistibili per molti acquirenti, per gli animali si nascondono infatti terribili sofferenze a medio e lungo termine.
Ora però i veterinari hanno spiegato in un documento quali dovrebbero essere le linne guida sia agli acquirenti padroni e che agli allevatori.
Lo scopoè quello di interrompere nel tempo la produzione di cuccioli  di razze per cui non si sia raggiunto un adeguato livello di sicurezza riguardo le probabilità di rischio di alterazione fisiche. In questo senso, spiegano gli esperti, anche i concorsi di bellezza dovranno contribuire alla battaglia contro le manipolazioni genetiche e al cambiamento culturale. Ai giudici d'ora in avanti si chiederà di valutare i cani non solo esteticamente, ma anche in relazione alle "condizioni di benessere", senza insistere su alcuni inasprimenti somatici e forzature fisiche innaturali.
"Il fenomeno delle razze sofferenti è emblematico - ha concluso Santori, leader del Comitato bioetico che riunisce fiolosofi, allevatori, giuristi, farmacologi e psicologi -. Una società che si vanta di essere attenta agli animali invece trascura i loro bisogni più elementari e non si accorge dei loro malesseri".
I cani dovrebbero essere venduti con un biglietto che spiega all'acquirente i rischi genetici a cui va incontro l'animale che si è appena comprato.
Sono queste le conclusioni a cui è giunto il Comitato di bioetica per la veterinaria che sollevando la questione delle razze canine sofferenti, frutto di un vero e proprio "maltrattamento genetico", vuole portare l'attenzione su una questione emblematica del rapporto tra essere umano e animali, soprattutto (ma non esclusivamente) per quanto riguarda gli animali d'affezione, vittime di contraddizioni e superficialità".
Il problema, secondo i bioeticisti, è che molte razze canine vengono selezionate con caratteri estremi che ne mettono a rischio la salute nel corso della vita. "Il bulldog - ha spiegato il presidente del comitato, Pasqualino Santori - è un caso emblematico. Non solo a causa del naso troppo schiacciato soffre di problemi respiratori, ma non riesce a partorire se non attraverso il taglio cesareo tant'è anomala la proporzione tra testa e corpo dei cuccioli".
Altro caso è quello dello sharpey che a causa della enorme quantità di pieghe della pelle va incontro ad una serie di dermatiti e altre infezioni. Per questo si legge nel documento dei bioeticisti per la veterinaria si auspica "che, al momento della cessione, i cuccioli delle razze ad alto rischio di malformazioni siano accompagnati da note che spieghino le caratteristiche della razza in relazione ai possibili stati di malessere o disagio che si potranno presentare in quell'animale.

Nelle stesse note devono essere definite le caratteristiche ambientali più adatte alla vita di un esponente di quella razza al fine di minimizzare le condizioni di malessere".