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STOP ALLE PELLICCE DI CANE E GATTO

 
Bruxelles. Basta all’importazione e commercio di pellicce di cane e gatto. Il veto arriva dall’Unione europea

Pellicce, ma anche peluche, bordure per capi d’abbigliamento e molto altro ancora, Le pellicce di cane e gatto, importate soprattutto dai paesi asiatici sono state immesse sul mercato  camuffate e irriconoscibili.  
Per assicurarsi che, anche inconsapevolmente, i commercianti europei possano immettere sul mercato pantofole, cappelli o giocattoli fatti con la pelliccia del cane o del gatto, Bruxelles, punta inoltre a mettere in piedi un sistema di controlli e di scambio d'informazioni. Le pelli vengono infatti presentate ai consumatori senza alcuna spiegazione sull'etichetta oppure addirittura come sintetiche o di altra origine.
Finora, spiega la Commissione, l'immissione sul mercato di questi prodotti ha dimostrato come i divieti nazionali siano stati insufficienti per risolvere il problema. Le Associazioni animaliste  sostengono infatti che ogni anno circa due milioni di gatti e cani sono ancora uccisi in Asia, per poter poi esportare la loro pelliccia con false etichette.
Il caso e' da tempo conosciuto e a più riprese e' stato sollevato, non solo da ambientalisti o politici, ma anche da volti noti dello spettacolo. In prossimità delle feste di Natale, la Commissione ha scelto di agire contro il commercio nell'Unione Euorpea delle pellicce di due degli animali domestici più cari all'uomo.

Giacomo Frangipane