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E’ in vigore da un paio di giorni la nuova ordinanza emanata dal Ministero della Salute a “Tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cani”.
Anche questa Ordinanza, come la precedente è stata emanata, così si legge nella premessa, in “attesa dell’emanazione di una disciplina normativa organica in materia”. Impegno citato e disatteso dal precedente Governo. Speriamo che il nuovo, faccia meglio.
Luci ed ombre per questa Ordinanza che di fatto ha già diviso l’opinione pubblica e tanto fa discutere gli amanti degli animali e gli oltranzisti della difesa della “Pubblica incolumità”.
Ad una prima analisi sembra proprio che l’Ordinanza abbia voluto tentare di rassicurare questo secondo gruppo, dimostrando che qualcosa si sta facendo.
Leggendo l’Ordinanza, la prima cosa che viene da pensare è che il Ministero abbia stilato, un po’ come si faceva alle scuole elementari, la lista dei buoni e dei cattivi. I cattivi in questo caso sono le 17 razze che finiscono con l’essere indicate come potenzialmente pericolose per definizione. Per loro, i cattivi, obbligo di circolare Sempre al guinzaglio e con la museruola. Inevitabili anche alcune considerazioni di carattere etologico, chi si intende un poco di comportamento animale infatti, sa che uno dei modi per renderli aggressivi è non farli socializzare fin da cuccioli. I cattivi non devono socializzare, questo impone l’Ordinanza.
Negativo ci sembra poi, quanto previsto dall’art. 5 comma 5 per cui “chi non è in grado di mantenere il possesso del proprio cane nel rispetto delle disposizioni di cui alla presente Ordinanza” deve interessare le competenti autorità veterinarie ed il Comune per le idonee soluzioni di gestione dell’animale compresa la valutazione della soppressione per comprovata pericolosità prevista dall’art. 2 comma 6 della Legge 281/91 sulla tutela degli animali d’affezione. Cosi, si arriva a prevedere l'abbattimento dei cani in base alla razza di appartenenza e non più solo in base al loro stato di salute o comportamentale: un grave capovolgimento normativo.
Per i cattivi è obbligatoria l’assicurazione per i danni da responsabilità civile verso terzi e questo, non rappresenta un punto di negatività ma impone una riflessione più generale, i cani vivono ed interagiscono all’interno della nostra società, l’assicurazione dovrebbe rappresentare un dovere civile di tutti i proprietari di animali indipendentemente dalla taglia e dalla razza, nei confronti degli altri animali e delle persone con cui vengono in contatto. Oggi esistono sul mercato proposte assicurative che prevedono anche il rimborso delle spese veterinarie congiuntamente alla RCT, il Ministero ci sembra abbia perso un’occasione, per migliorare i rapporti sociali tra chi è proprietario di un animale e chi non lo è; per evitare in buona misura il randagismo dovuto alla mancanza di possibilità/volontà di sottrarre del denaro al bilancio famigliare, per le cure sanitarie necessarie all’animale; per rendere questo Paese un po’ più civile. Su questo punto si sono accese le discussioni che imperversano questi giorni su internet.
Noi di 6 Zampe ci abbiamo pensato da tempo ed è per questo che ci siamo battuti per realizzare una tessera associativa legata un prodotto assicurativo che copria tanto la rct che le spese veterinarie aperta ai cani di tutte le razze ed anche ai gatti. Perchè quello che emerge in sostanza, è che la lista dei buoni e dei cattivi, non funziona. Non può funzionare, quello che necessita è invece un impegno verso una autentica educazione cinofila e del rispetto dei diritti altrui. I cani, più che essere portati in giro “ammanettati”, andrebbero addestrati a tenere comportamenti “urbani, unitamente ad una autentica educazione cinofila impartita ai loro proprietari.
Qualcosa di buono però in questa ordinanza c’è.
Si conferma per esempio il divieto dell’uso dei collari elettrici o di altri congegni atti a determinare scosse o impulsi elettrici sui cani, perché procurano paura e sofferenza e possono provocare reazioni aggressivi da parte degli stessi animali. Qui il ministero afferma infatti all’articolo 4 “pertanto l’impiego di tali strumenti si configura come maltrattamento e chiunque li utilizzi è proseguibile ai sensi della Legge 20 luglio 2004, n. 189”.
Viene poi vietato, su tutti i cani , il taglio di code e orecchie ai fini estetici e delle corde vocali ai sensi della Convenzione del Consiglio d’Europa del 1987 per la protezione degli animali da compagnia.
Ci sembra insomma che su alcuni punti sarebbero auspicabili delle modifiche anche al fine di evitare reazioni di ghettizzazione verso i detentori di certe razze da parte dell’opinione pubblica meno cinofilicamente informata, e le relative proteste da parte di proprietari di cani che sono improvvisamente diventati la versione moderna dell’ormai datato Lupo cattivo di Cappuccetto Rosso.
L’uomo e l’animale vivono in un contesto sociale e regole di convivenza civile devono esserci per tutti e nel rispetto di tutti i cittadini a due e quattro zampe. Speriamo che questo sia il principio ispiratore di una normativa che appare ormai evidentemente necessaria.
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