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Il Ministero della salute ha predisposto la bozza del nuovo disegno di legge sui «cani pericolosi» e più in generale il rapporto tra uomo e cane. Il Disegno di legge andrà ora al vaglio degli altri dicasteri e sostituirà una volta a regime l’ordinanza del Ministero dello scorso anno, che, scaduta domenica 13 gennaio, è prorogata fino al varo definitivo della legge.
Le motivazioni che hanno mosso il Ministero della Salute a predisporre un atto normativo stabile che disciplinasse in maniera stabile il rapporto uomo cane, sono non soltanto di prevenire e ridurre il rischio di episodi di morsicature, tutelando in tal modo sia l’incolumità pubblica ma anche le condizioni di benessere dei cani. Lo schema di disegno di legge «disciplina degli adempimenti volti alla corretta coesistenza tra le persone ed i cani e per la prevenzione e la tutela della salute pubblica e del benessere animale» riprende i contenuti dell’Ordinanza del 12 dicembre 2006 «tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cani», ma prende in considerazione anche altri aspetti che incidono sul complesso rapporto uomo-cane.
Ecco l’elenco delle disposizioni previste:
- Possesso responsabile dei cani da parte dei proprietari o detentori di tali animali;
- obbligo di identificazione del cane e registrazione nell’anagrafe canina (già sancito attraverso altre norme). Sono stati disciplinati l’allevamento, il commercio, l’addestramento dei cani relativamente agli aspetti che potrebbero avere un’influenza sull’aggressività non controllata e quindi sugli episodi di morsicatura.
- Sono state, stabilite e riaffermate regole precise per l’importazione dei cani ed è stata regolamentata la detenzione degli stessi nei canili sanitari e nei rifugi al fine di agire ad ampio raggio nella prevenzione dei fenomeni di aggressione da parte di soggetti con disturbi comportamentali.
Sono state indicate le corrette regole di gestione del cane e sono stati previsti appositi corsi di formazione per migliorare la conoscenza dell’etologia e del comportamento canino per tutti coloro che detengono i cani a qualunque titolo (proprietari, allevatori, addestratori,commercianti).
- Per i cani morsicatori dichiarati ad aggressività non controllata sono stati previsti dei percorsi di valutazione e rieducazione, nonché l’obbligo di segnalazione nell’anagrafe canina.
È stata prevista l’istituzione presso il Ministero della Salute di un «Comitato Nazionale di valutazione e controllo» con il compito di monitorare e valutare i dati riguardanti le morsicature e quelli relativi ai cani dichiarati ad aggressività non controllata, anche al fine della revisione dell’elenco delle razze canine (che nello schema di Ddl riproduce quello presente nell’ordinanza) soggette a maggiori restrizioni in quanto considerate a rischio di aggressività.
- Sono riaffermati i divieti già sanciti dall’ordinanza dello scorso anno, tra cui il divieto di addestramento e di selezione dei cani intesi ad esaltare l’aggressività, e quelli di sottoporre gli animali al doping ed eseguire interventi chirurgici di conchectomia e di resezione delle corde vocali per scopi diversi da quelli terapeutici.
- Relativamente al taglio della coda è stato concordato con il Ministero delle Politiche Agricole di concedere un periodo transitorio, individuato in 3 anni, durante il quale tale intervento è ancora consentito per i cani appartenenti a razze riconosciute dalla FCI (Federazione cinofila internazionale) con caudotomia prevista dallo standard. In tale periodo transitorio l’ENCI (Ente nazionale cinofilia italiana), oltre ad adeguare i disciplinari di razza, nel senso di non discriminare in fase di valutazione i soggetti non amputati rispetto a quelli amputati, dovrà elaborare una relazione tecnico-scientifica e di impatto, sulla base della quale saranno assunte successive determinazioni da parte dei Ministeri interessati.
Nel frattempo, resta in vigore la precedente ordinanza, mantenendo il divieto di utilizzazione dei collari elettrici. In particolare sono stati forniti i necessari approfondimenti scientifici sulla correlazione esistente tra l’uso di strumenti elettrici e l’aggressività dei cani, utili a superare le motivazioni del pronunciamento contrario del TAR del Lazio.
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