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Il 13 dicembre i 27 Stati appartenenti all’Ue, hanno firmato a Lisbona il trattato di riforma dell’Unione. Nella seconda parte di tale trattato, gli animali sono stati definiti “esseri senzienti”
Sottolineando una volta di più il diritto che hanno gli animali al benessere e al rispetto, anche quando sono destinati a diventare cibo, e a maggior ragione per quelli che vengono chiamati «d’affezione».
L’articolo 13 della seconda parte del Trattato sostituisce il meno impegnativo “Protocollo sulla protezione e il benessere degli animali” entrato in vigore nel 1997 a seguito del Trattato di Amsterdam; ed entrerà in vigore il primo gennaio del prossimo anno. Difficile però che la decisione della Ue possa influenzare i governi per leggi più severe contro i maltrattamenti di animali da affezione, dato che in alcuni stati dell’Est è ancora praticata la soppressione dei cani nei canili pubblici. Sarà quindi l’Unione europea nel processo legislativo a dover tenere in considerazione la protezione e il benessere degli animali. Per i singoli Stati sarà importante per le normative riguardanti il trasporto: infatti, entro il 2009 saranno apportate integrazioni alle norme sulla densità di carico e i tempi di viaggio per evitare sofferenze inutili.
«E’ un po’ come la moratoria sulla pena di morte - ha dichiarato Carla Rocchi, Presidente Nazionale dell'Enpa, al quotidiano 'La Stampa' -. Gli stati non sono costretti a tenere conto dell’articolo 13 per legiferare. Il vero punto è non tanto la normativa europea avanzata, ma l’allineamento dei vari paesi ad altri, va detto che questo inserimento porterà a normative sempre più attente al benessere degli animali per uno standard europeo avanzato. Noi italiani siamo già i migliori nel settore»
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