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ROMA, ANCHE I CITTADINI A 4 ZAMPE HANNO L'AMBULANZA

 

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A Roma l’ambulanza per gli animali è ormai una realtà consolidata. Nata da un’idea di un giovane medico veterinario, Stefano Luigi Argiolas, è stato possibile realizzarla grazie al cofinanziamento della comunità europea ed  al contributo di Francesco Totti e Ilary Blasi che trovarono giusto finanziare i primi 5 mesi di vita del servizio denominato “Pet Soccorso” con l’intenzione di regalare ai nostri amici animali la certezza di non essere più soli se investiti, ammalati o privi di famiglia.  Adesso l’Ambulanza “de Totti”, così la chiamano i romani, è una  su cui i cittadini capitolini a due e soprattutto a quattro zampe fanno conto in caso di necessità.
Dal 1° Marzo 2006 Il Comune di Roma, attraverso l’Ufficio Diritti degli Animali, l’ha ufficialmente “presa in carico” ed è l’UDA che organizza e gestisce questa realtà, definitivamente chiamata SAR (Soccorso Animali Roma).
Abbiamo chiesto al Dr. Stefano Argiolas di raccontarci qualcosa di più su questo importante servizio sanitario che la città di Roma mette a disposizione dei sui cittadini non umani.

In cosa consiste esattamente il suo lavoro Dottore?
Si tratta di un servizio di primo soccorso ed io gestisco il protocollo di intervento e gestione del mezzo. Ma non solo. Questo è l’aspetto finale. Dietro le quinte c’è un lavoro non meno importante. Mi occupo di rendere operativo il primo soccorso di urgenza. Oggi per servirsene basta chiamare una qualunque Sala Operativa della capitale: 118, Polizia Municipale, 112, 113, 115, 060606, 1515, 1530, Polizia Provinciale, P.C. Comunale, Anas. Si tratta del primo esempio operativo di “118 medico veterinario” del è stato concepito e organizzato su parametri di medicina d’urgenza molto elevati. La centrale operativa una volta attivato il servizio gia scatta nella “macchina dei soccorsi”, con la ricerca per far arrivare i pazienti nelle strutture ospedaliere medico veterinarie. Può essere utilizzato anche per disporne le dimissioni, utilizzando un mezzo speciale appositamente attrezzato e del personale qualificato e metodologicamente addestrato. In questo modo si offre ai cani e gatti, ma non sol, la sicurezza di un servizio di Primo Soccorso paragonabile, a regime, a quello del 118 umano.

Quando è disponibile il servizio?
La rete di soccorso pubblica comunale è operativa nelle ore notturne e nei giorni prefestivi e festivi. Sono coinvolte circa 50 strutture medico veterinarie private di Roma, fra cui 10 pronto soccorso aperti 24 ore su 24. , Poi, ci sono l’ospedale veterinario della LIPU ed il nuovo Canile  Municipale di “Muratella” per l’accoglienza dei pazienti senza proprietario che vengono dimessi in attesa delle adozioni finali.

Che cos’è un’ambulanza veterinaria?
Per ambulanza veterinaria si intende un mezzo destinato esclusivamente al soccorso di animali e feriti o gravi ed utilizzate per lo svolgimento del recupero dei soggetti (Legge: Conferenza Stato Regioni seduto del 26/11/2003 Repertorio atti n°1868, GURI n°297 del 23/12/2003). Il fine dell’ambulanza veterinaria è quello di intervenire in situazioni di emergenza/urgenza in cui risulta per il cittadino difficile o pericoloso soccorrere e trasportare il paziente ad una struttura, senza la presenza di una giusta attrezzatura e personale qualificato. Inoltre è necessario ricordare che manipolare un soggetto con dolore acuto, in stato di shock, o comunque molto spaventato può risultare pericoloso per l’animale stesso e per chi tenta di soccorrerlo, per cui è fondamentale la presenza di persone addestrate ed in grado di gestire la situazione. La medicina d’urgenza in campo veterinario, in questi ultimi anni, sta progredendo, sia  nell’acquisizione di nuove tecniche per gestire il paziente critico, sia nell’organizzazione del lavoro e dotazione di mezzi e materiali per effettuare il soccorso del soggetto fin dalle prime fasi successive all’evento. L’intervento di primo soccorso rappresenta una possibilità di sopravvivenza in più soprattutto per quei soggetti instabili le cui condizioni non permettono un semplice trasporto al centro veterinario più vicino.

Quindi in alcuni casi l’intervento di un’ambulanza può significare per un animale  la differenza fra vivere e morire?
Senza dubbio, L’intervento di un mezzo idoneo può fare la differenza in casi di traumi acuti (incidenti stradali, cadute, ecc.) patologie acute ( torsione di stomaco, di milza, emorragia, shock, avvelenamento, ecc.) scompensi di malattie croniche ( insufficienza cardiaca, respiratoria, diabete, ecc.) in cui un intervento immediato può aumentare le probabilità di successo del trattamento, sistemico intraopsedaliero soprattutto per i casi in cui spostare il paziente senza un’attrezzatura adeguata potrebbe risultare fatale. Ripeto che non si tratta solamente e sempre di avere i mezzi giusti per fare qualcosa, a volte è importante, paradossalmente, non fare nulla di sbagliato per non far precipitare la situazione clinica del paziente. Poi, è decisivo il fattore tempo. Pensi ad un animale traumatizzato che rimane senza cure a volte per ore. Il crollo della temperatura corporea potrebbe essere fatale, come purtroppo accade nei gatti politraumatizzati nel periodo invernale.

Ci può fare una breve descrizione del mezzo e delle sue attrezzature?
L’automezzo, un Fiat Doblò, è di recentissima progettazione e realizzazione  è dotato, ad esempio, di air bag, ABS e impianto luci supplementare. Per quanto riguarda la sicurezza attiva, prima di tutto bisogna puntualizzare che il personale di servizio ha precedentemente svolto un corso di guida sicura e le attrezzature sanitarie di bordo sono state accuratamente selezionate e tutte dotate del marchio CE nonchè rispondenti delle ultime normative in termini elettromedicali, per uso umano- pediatrico. Fondamentale, inoltre, è la capacità di “gestire” l’emergenza già dalla fase telefonica per poter dare utili indicazioni di primo soccorso al cittadino soccorritore ed inoltre la possibilità di caricare sul mezzo il materiale più idoneo al tipo di intervento che si andrà a compiere.

Quali sono le cifre del servizio legato al pet soccorso?
Dal 1° gennaio 2006 al 31 ottobre 2006 abbiamo registrato 947 “contatti” di varia natura riguardanti animali (di cui 137 nel mese di agosto), che hanno comportato l’uscita del mezzo di soccorso per 196 interventi (di cui 26 nel mese di settembre), mentre per ben 751 casi i cittadini che hanno
effettuato le segnalazioni, hanno ricevuto una intervento mediante la gestione telefonica di enti ed autorità normalmente operative, ma non coordinate nella loro capacità di risposta sul territorio. (Come nota di “colore” si segnala una richiesta di informazioni ricevuta tramite la CO 118 Toscana- Mugello, una della Regione Puglia e un’altra dallo SCV). Sono stati ospedalizzati 59 cani, 32 gatti, 8 uccelli, 2 volpi, 2 riccio, 1 tartaruga. Ricongiunti 25, adottati direttamente 6, reimmessi sul territorio 6, deceduti 19. Ospitati presso la struttura pubblica di Muratela 46.

Per il futuro quale desiderio vorrebbe vedere realizzato..
Fornire un servizio sempre più efficace, senza dubbio. C’è bisogno di strumentazione tecnica aggiornata, ad esempio. I progressi in questo campo sono continui. In una città come Roma un solo mezzo non può bastare. Dovremmo anche poter potenziare il servizio con una sola operativa adeguata allo sviluppo del progetto stesso. Il nostro scopo infatti è quello di riuscire a formalizzare un vero e proprio modello operativo riproducibile in altre realtà urbane. Poi, non c’è solo la città con le sue emergenze. Ci sono casi in cui gli animali sono lasciati senza alcun soccorso perché in emergenza e con mezzi mai sovrabbondanti la priorità è il soccorso agli umani. Forse pochi sanno che in caso di alluvione o di soccorso per disastro, pensi ad un terremoto, i soccorritori non possono prendersi carico degli animali. Nel 2005, con il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, abbiamo fatto un test in Sicilia che ci ha dato parecchie utili indicazioni (EUROSOT 2005). Vorrei poter disporre di una base di soccorso per grandi eventi che possa interessarsi anche dei non umani. Basterebbe una tenda, ma con le attrezzature giuste per un primo intervento e del personale altamente specializzato per poter fornire, se richiesto, supporto operativo professionale ai colleghi residenti sul luogo del disastro e poter così”coordinare” il triade dei pazienti da ospedalizzare nelle strutture medico veterinarie del posto. Mi piacerebbe contribuire a trovare le soluzioni possibili a questo problema. Insomma i problemi da affrontare sono ancora molti, ma da qualche parte bisognava pur cominciare, no?!

Roberto Quercia