|
Si apre con l'editoriale. Si passa alla cronaca, alla politica, agli esteri e all'economia. E via via si arriva alle sezioni più «leggere», quelle relative a costume e società, cultura e spettacoli, sport e previsioni del tempo. Non mancano infine i necrologi. La scaletta è quella di un vero giornale. Ma in realtà si tratta di un libro. Un libro sul giornalismo in chiave animalesca. O, meglio, un libro di «zoornalismo», secondo la definizione che ne dà la stessa autrice Alice Andreoli, giornalista e scrittrice«Renna aggredisce Babbo Natale (e altre storie di uomini e animali».
Si tratta di una raccolta di notizie «vere» e di articoli che hanno gli animali per protagonisti. I giornali ne sono pieni e come spiega l’autrice, «le regole d'oro dello zoornalismo non sono diverse da quelle imposte dal giornalismo tradizionale: provare una certa attrazione verso l'ignoto, fiutare la notizia e individuare una buona traccia da seguire». Il serbatoio da cui attingere per gli articoli di «zoornalismo», fa notare Andreoli, è sterminato. Un po' come le specie animali che esistono sulla Terra, il cui numero è a tutt'oggi imprecisato, anche se si parla di più di un milione e 600 mila, considerando quelle sino ad ora classificate. E volendo anche solo provare ad immaginare quante siano quelle che ancora devono essere scoperte, appare chiaro come dal regno animale arrivino spunti formidabili per raccontare storie sempre nuove ai lettori.
Ecco allora la vicenda della renna che aggredisce Babbo Natale, l'episodio che si è prestato al titolo surreale del libro, realmente accaduto nella cittadina di Belle Fourche nel Sud Dakota. O quella che trae spunto da quella che viene sempre citata come una delle regole base del giornalismo («Un cane che morde un uomo non fa notizia, un uomo che morde un cane sì», tratta da una citazione di Hohn Bogart, giornalista del New York Sun tra il 1873 e il 1890), che poi è in realtà una compilation di casi in cui è l'essere a due zampe ad aggredire a morsi quello a quattro. O, ancora, le vicende della «notte a luci rosse» inventata nel 2000 dai responsabili dello zoo di New York che, la notte di San Valentino, aprirono le porte ai voyeur desiderosi di partecipare alla "Jungle Love", una passeggiata notturna per vedere da vicino accoppiamenti più o meno spontanei tra diverse specie di animali.
I titoli dei singoli articoli che compongono questo libro-giornale sono già di per sè tutto un programma. «Astrocani e cosmogatti», «Mici bonsai», «Porci ma leali», «Anche i suricati piangono» (che narra del successo del reality di Animal Planet, «Casa Meerkat», che ha per protagonisti una famiglia di manguste), «Guida Michelin per roditori» (nulla a che vedere con le vicende del topo gourmand Ratatouille: il protagonista, in questo caso, è uno «chef» che produce bocconcini avvelenati differenziati in base ai gusti delle pantegane dei vari angoli del mondo), «Terapia e collottole», «Bastardi con il pedigree», tanto per citarne alcuni (complessivamente sono 47, oltre all'editoriale in prima). Veri e propri tranches de vie dell'animalia, ma poi, a ben guardare, anche della stessa società in cui viviamo. Perché come ricorda la stessa Andreoli, quello che viene raccontato «è il nostro rapporto con pesci, pennuti e quattrozampe, mai così irrisolto e contradditorio: li cuciniamo sul barbecue e li accompagnamo dallo psicoanalista; li abbandoniamo in autostrada e li andiamo a salvare in elicottero dopo un uragano, li portiamo in palestra per farli dimagrire e li ingrassiamo per servirli in tavola e poi metterci a dieta noi». Concludendo, sottolinea l'autrice «Una cosa è certa: non possiamo fare a meno di loro e non riusciamo a smettere di parlarne».
|