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IL CANE STA MALE E LUCA RINUNCIA ALLA NAZIONALE

 

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“Coach, il mio cane sta morendo. Devo assisterlo, stavolta non ce la faccio proprio a partire”. Con  queste testuali parole il campione di hockey su ghiaccio, Luca Ansoldi, 24 anni, ha rinunciato al ritiro azzurro per l’Ice Euro Challenge, per assistere Brick il suo vecchio cocker, da giorni tra la vita e la morte, con gravi problemi ai reni e di anemia. Gli amici, per la verità, si sono offerti di seguire le cure del cane: «Li ho ringraziati tantissimo - si giustifica Luca — ma dovevano fare flebo, tenerlo sotto farmaci per ore: non poteva essere abbandonato ad estranei. Ne sarebbe morto».  Ed ora il campione questo suo grande amore per il fedele Brick rischia di pagarlo davvero caro. Il Presidente della Federghiaccio, Giancarlo Bolognini, lo ha deferito alla Procura federale: «Un atleta convocato, se non si presenta e non fornisce motivazioni valide va segnalato. E un cane malato, per quanto caro, non è una giustificazione valida. Sarà ora la giustizia sportiva a decidere su eventuali sanzioni o se lasciar perdere». Immediata la difesa della LAV che chiede alla Federghiaccio di non sanzionare il giocatore. In merito alla vicenda unanime il parere delle associazioni di difesa degli animali. Quello che emerge è che se pure è comprensibile nella logica della disciplina sportiva sottoporre il giocatore ad un procedimento disciplinare quello di cui bisognerebbe tenere conto è che al di là delle scelte emozionali dettate dall’affetto esistono dei doveri di “assistenza” che sfiorano temi legislativi (legge contro il maltrattamento degli animali) ed etici.
Unanime dunque il plauso espresso dalle associazioni verso Ansoldi che ha messo in atto un comportamento responsabile ed esemplare, tanto da rinunciare a importanti impegni professionali per garantire le cure necessarie al suo  Brick.  Cure che potevano significare per il cane, giova ricordarlo, la differenza fra vivere ancora o morire. Il resto della squadra, al contrario di quanto si possa pensare, ha compreso la situazione in pieno sostenendo Ansoldi mandandogli messaggi di in bocca al lupo per il mio cocker.“La cosa più importante è che Brick adesso sta bene, il veterinario mi ha detto che guarirà, del resto ha già 13 anni. Ne avevo 11 quando con mio fratello e i miei genitori siamo andati a prenderlo al canile. E' uno di famiglia, non potevo lasciarlo, credetemi. Sono certo che tutti possono capirmi.” Il presidente Federghiaccio sorride e usa toni tranquillizzanti: «Cerchiamo di capire senza drammatizzare: non mi sembra che siamo in presenza di colpe tanto gravi». La storia ha l'aria di concludersi con un lieto fine.

 

Roberto Quercia