CLIMA "PAZZO"SALUTE DEGLI ANIMALI A RISCHIO |
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Il clima “pazzo” mette a rischio anche la salute dei cani, In Italia come in tutta Europa. Sono in aumento, infatti, per gli amici a quattro zampe le malattie trasmesse da pulci, zecche, zanzare, come la Leishmaniosi e la Erlichiosi. La “colpa” è dell'aumento delle temperature che rendono gli insetti più pericolosi, aumentando il periodo di attività e permettendo loro di colonizzare territori finora immuni. Con un particolare allarme per il nostro Paese che, trovandosi ai margini meridionali della zona temperata è uno dei più colpiti dalla rottura degli equilibri climatici. Lo hanno sottolineato i veterinari riuniti al Canine Vector-Borne Diseases Interactive Video Conference (CVDB) di Roma in videoconferenza con altre 10 città italiane, organizzato con il sostegno di Bayer Healthcare. A preoccupare gli esperti sono i dati sulla diffusione della Leishmaniosi, malattia, trasmessa da flebotomi (o pappataci), spesso responsabile della morte precoce dell'animale. Il parassita colpisce i vasi sanguigni e il sistema immunitario e, anche con le moderne terapie, non viene mai eliminato completamente. La malattia, considerata endemica fino ai primi anni ‘90 nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole, ora si sta diffondendo anche nelle regioni del Nord, in particolare Piemonte, Valle d'Aosta, Veneto e Lombardia. Nel Sud la prevalenza di infezione è variabile tra il 20 e il 40 %, mentre i dati del Nord variano tra l'1 e il 10%. Nelle zone endemiche, inoltre, l'incidenza (numero di nuovi casi per anno) si attesta intorno al 10%. Complessivamente, indagini effettuate su animali clinicamente sospetti, indicano sull'intero territorio nazionale una positività alla Leishmaniosi del 23,80%. Un'altra minaccia per i cani sono le zecche, responsabili di patologie insidiose come l'Ehrlichiosi, la Babesiosi, la Borrelliosi, l'Encefalite da zecche che possono provocare danni irreparabili al sangue e al sistema articolare. Anche per queste malattie si sta assistendo a una progressiva diffusione dalle tradizionali regioni tropicali e sub tropicali, alle Regioni con climi temperati e alle aree urbane. In questo caso, però è ancora da chiarire se l'aumento delle infezioni è legato ai cambiamenti climatici o se più semplicemente ai frequenti spostamenti degli animali, che diventano essi stessi responsabili della trasmissione delle zecche ad altri cani. Per arginare l'aumento di queste malattie , secondo gli esperti, l'arma più efficace resta la prevenzione . “Gli antiparassitari con azione repellente- ha affermato Domenico Otranto, ordinario di Parassitologia e Malattie Parassitarie alla Facoltà di Medicina e Veterinaria di Bari - possono essere un valido aiuto per ridurre il rischio di trasmissione di malattie veicolate da ectoparassiti in quanto non solo uccidono pulci e zecche presenti sul cane, ma riducono la probabilità di punture da parte dei parassiti stessi” . In uno studio condotto nel 2006 in collaborazione con l'università di Bari che ha coinvolto 630 cani ospitati in un'area urbana (Bari) e di un'area rurale (Ginosa) endemiche di Leishmaniosi “è stato dimostrato che, grazie al trattamento mensile con un agente antiparassitario repellente, che impedisce ai pappataci “respinti” di pungere - ha concluso Otranto - abbiamo raggiunto una percentuale di protezione dalla Leishmaniosi di oltre il 90%”. Roberto Quercia
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