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Saltano, corrono, giocano all'impazzata, e più spesso di quanto si pensi sviluppano problemi al ginocchio. Negli Stati Uniti, un milione di 'quattro zampe' l'anno devono fare i conti con la rottura del legamento crociato. E sono problemi che costano ai padroni, complessivamente, un miliardo e 300 mila dollari l'anno. Esperti veterinari dell'università del Missouri hanno ora elaborato una nuova tecnica mininvasiva che deriva da quella utilizzata nell'uomo, e che consentirà ai cani di riprendere normalmente le loro attività, con meno complicazioni rispetto ai metodi impiegati fino a oggi.
Per risolvere la rottura del legamento crociato craniale nel cane, che al contrario di quanto avviene nell'uomo non si verifica per un singolo trauma, bensì per un processo degenerativo progressivo dovuto all'artrite - ricorda una nota dell'ateneo americano - i veterinari usano oggi un metodo che richiede l'incisione della tibia. Gli studiosi statunitensi ci sono riusciti: hanno elaborato una nuova tecnica chiamata Tightrope Ccl che deriva da quella impiegata per la cura dei problemi all'anca umana. Consiste nell'inserimento di un minuscolo device che stabilizza la rottura del legamento del ginocchio attraverso tunnel ossei che vengono appositamente forati con piccole incisioni. "Non incidere più l'intero osso - spiega James Cook, l'inventore della metodica - significa diminuire il rischio di complicanze come le fratture o il danneggiamento delle articolazioni".
Non si tratta però di un'operazione adatta a qualsiasi cane: "Può essere utilizzata in animali che pesano almeno 10 chilogrammi - avverte l'esperto - e mai in quelli con displasia dell'anca o in condizioni di salute non ottimali. Nelle 10-12 settimane di riabilitazione dopo l'intervento il padrone dovrà poi fare molta attenzione a non far muovere Fido, perchè la buona riuscita dell'operazione dipende in gran parte da quanto si riesce a far evitare traumi al cane, dando il tempo al muscolo di riformarsi in maniera corretta".
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