Roma Pet Soccorso

COSA FARE IN CASO D' URGENZA

 


 

PRONTO SOCCORSO MEDICO VETERINARIO
Ogni struttura medico veterinaria sul territorio e’ in grado di dare le giuste risposte in caso di richiesta di soccorso in urgenza. E’ anche vero che le strutture di maggiori dimensioni, anche grazie ad una organizzazione del lavoro certamente piu' articolata, hanno maggiori potenzialita’ di intervenire in caso di emergenza. Come nella medicina dell’uomo, anche in quella degli animali, fortunatamente, ci si rivolge ai pronto soccorso veterinari non sempre per un effettivo bisogno. Per distinguere la gravita’ dei casi, al paziente, viene assegnato un codice colore, dove il paziente con codice colore Rosso, e’ portatore di una situazione tale da pregiudicarne le funzioni vitali. I pazienti codici Gialli, non sono in pericolo di vita, ma potrebbero diventarlo, cosi’ come potrebbero divenire codici Verde, cioe’ poco critici. I codici Bianco non dovrebbero mai giungere ai pronto soccorso e piuttosto, con tutta calma, essere visitati dal medico veterinario di famiglia, risparmiando stress e denaro….
IL ”118” MEDICO VETERINARIO.
Non esiste, infatti non esiste una centrale unica ed un vero e proprio sistema di primo soccorso in urgenza/emergenza. Tuttavia, a livello locale e come spesso si dice “a macchia di leopardo”, si inizia ad assistere, con soluzioni assai differenti tra di loro, a delle vere e proprie “prove tecniche di servizio”. Un buon sistema in ogni caso, puo’ essere immaginato con una struttura organizzata su automediche veterinarie, a basso costo ad elevata efficienza, e delle ambulanze veterinarie acquisite almeno in quelle realta’ urbane dove l’elevata concentrazione di cittadini e quindi di animali, possa giustificare le elevate spese da sostenere per acquistare e poi gestire questi automezzi. Tuttavia, non e’ con l’acquisto di un mezzo od uno strumento che si costruisce un buon sistema operativo, in questo campo infatti, la “differenza” viene fatta dal fattore umano e l’esperienza acquisita nel tempo che unite assieme rappresentano il valore aggiunto indispensabile per avvicinarsi ad una problematica interdisciplinare assolutamente innovativa.
IL TRASPORTO DI PRIMO SOCCORSO.
Questo tipo di trasporto si pratica ogni qual volta un infortunato/ammalato viene “spostato” da un qualunque luogo, per indirizzarlo verso il sito dove ricevera’ un soccorso organizzato in personale e strutture.
La prima regola da osservare, indicata in tutti i manuali operativi, e’ quella di non arrecare danno all’ammalato. Per gli animali, questa esigenza primaria, e’ ”esaltata” dal fatto che non parlando, non possono darci neanche indicazioni utili alla loro movimentazione. L’approccio al problema, pertanto vorra’ essere di tipo pediatrico, ricordando sempre che la reazione al dolore ed alla paura, non sara’ di pianto ma di aggressivita’. Lo scopo della “movimentazione” del paziente, e’ quello di produrgli le minori sofferenze possibili, e di incidere complessivamente in maniera positiva sul suo stato di salute finale attraverso la successiva ospedalizzazione: “E’ accettabile un po’ di dolore ora, per poter stare meglio poi”.
Gli animali in linea di principio, sanno istintivamente come fare. Si mettono in posizione “antalgica” da soli, corrispondente a quella che per quella determinata circostanza sara’ per loro la piu' comoda. Pertanto, almeno in linea di principio, sara’ sufficiente spostarli nella posizione in cui si sono messi da soli, per non avere troppi problemi. In un animale coinvolto in un incidente, o piu' in generale in un traumatizzato, le cose sono differenti. Infatti, si dovra’ stabilire se attendere l’arrivo di soccorsi organizzati, che in medicina veterinaria sono di difficile reperimento, oppure se iniziare ad intervenire direttamente prestando un primo soccorso elementare.
La raccolta dell’animale: Prima di farlo e’ necessaria una valutazione sommaria e grossolana della situazione. Valutare cioe’ se l’animale respira, se la risposta e’ negativa, poter valutare, magari, se la causa e’ attribuibile ad un corpo estraneo presente nelle prime vie aeree che impedisce la normale dinamica respiratoria, se il battito cardiaco e’ presente e se si rileva una emorragia esterna, ecc... Gia’ il saper valutare queste cose, e’ di grande aiuto per il medico veterinario di famiglia o per la struttura di emergenza/urgenza, entrambe potranno, cosi’, darvi ulteriori indicazioni di primo soccorso.
Nella medicina dell’uomo, analogamente a quella dell’animale, il grande problema sempre presente in condizioni estreme e per soggetti coscienti, e’ lo shock, che puo’essere considerato come:“una bomba ad orologeria il cui timer parte dal momento del trauma e non della telefonata. Le decisioni prese durante il trasporto sono determinanti per le scelte del trauma center. Nel paziente sotto shock sono in atto una serie di processi chimici a cascata che lo avvicinano alla morte. Si deve fare bene al 1o tentativo. Bisogna “solo” saper bene cosa fare, senza agitarsi.” (resposabile TRAUMA CENTER di Oklahoma City Luglio 2004).
Risulta di immediata comprensione quanto sia importante ogni tentativo rivolto a prevenire la sua “esplosione”: anche il solo parlare all’animale, il rassicurarlo, rassicurando anche noi stessi con voce calma e ferma, il controllare lo scenario senza inutili agitazioni o peggio ancora paure od isterismi, riesce il piu' delle volte a fornire maggiori margini di azione in tempo ed impiego di giuste tecniche di primo soccorso anche estreme. Tale calma e controllo, devono essere trasmessi alle persone circostanti che con la loro ansia influiscono inconsciamente e negativamente sulle condizioni dell’infortunato. La migliore condizione possibile di scenario, e’ quella dove l’infortunato e’ incosciente, in quanto ci attribuisce maggiori gradi di liberta’ di azione: e’ immune all’ansia dei presenti, non puo’ avere reazioni aggressive (garantitevi comunque dalle stesse, sempre potenzialmente presenti), vi permette di porlo in posizione antishock e cosi’, attendere l’arrivo del soccorso piuttosto che provvedere voi stessi al trasporto.
Il trasporto dell’animale: Se l’animale e’ di piccola taglia, potrete effettuare la movimentazione ed il posizionamento sul mezzo di trasporto anche da soli, altrimenti sara’ indispensabile l’aiuto dei presenti, ai quali dovrete spiegare il da farsi assegnando loro dei compiti precisi. Assumerete cosi’ le funzioni del team leader.
Non e’ possibile effettuare una trasposizione automatica delle tecniche di trasporto dell’uomo agli animali, tuttavia, i principi generali sono gli stessi: l’infortunato va adagiato su di una barella oppure su di una tavola, in assenza anche un telo e’ meglio di niente. La colonna vertebrale deve essere salvaguardata mantenendola nella posizione in cui si trova, cosi’ come la zona del collo potra’ essere posta in moderata iper-estenzione per garantire una maggiore linearita’ delle vie aeree medie: laringe e trachea prossimale. Accanto a queste priorita’ bisogna evitare di muovere arti che potrebbero essere fratturati e in cui le eventuali schegge ossee potrebbero procurare danni vascolari, legamentosi, cutanei, passando da una frattura chiusa ad una aperta.
Senza dubbio, la condizione ideale sarebbe quella di poter disporre di un servizio di trasporto organizzato, o meglio ancora di una vera e propria ambulanza per animali, con barelle, teli porta feriti, stecco-bende per fratture e magari di presidi specialistici di medicina d’urgenza traumatologica non ospedaliera veterinaria.
Il corretto caricamento di un paziente e’ il primo passaggio per “garantire” le migliori condizioni di lavoro al medico veterinario preposto, in un pronto soccorso, all’accettazione degli animali, cosi come del medico veterinario di famiglia responsabile delle cure mediche del vostro animale familiare, o di quello comunque soccorso. In assenza di una organizzazione specializzata, e’ importante che il paziente sia ben posizionato nell’automezzo e che per quanto possibile si pensi anche che successivamente, dovra’ essere prelevato dallo stesso. Una autovettura di piccole dimensioni puo’ non essere adatta, cosi’ come i bagagliai a “pozzetto” non sono certamente l’ideale per prelevare il paziente traumatologico. Una volta che l’infortunato e’ posizionato, e’ buona norma che il proprietario viaggi con il proprio animale e non in un’altra macchina, con la sola eccezione per gli animali coscienti con proprietari veramente troppo, troppo, troppo, agitati e spaventati. Sarebbe infatti una condizione eccessiva per la necessita’ di controllare lo shock del paziente. La guida dell’automezzo dovra’ essere rispettosa delle regole del codice della strada e priva di velocita’ eccessiva, non serve! Dovra’ invece, essere il piu' possibile fluida, senza frenate brusche che provocherebbero solamente disagio al paziente, che verrebbe spinto in avanti e all’indietro, mentre la condizione ideale per lui e’ quella di essere sottoposto a spinte dinamiche nulle sui tre assi.