Roma Pet Soccorso

PRIMO SOCCORSO

NOZIONI GENERALI - CONVULSIONI - LESIONI DA FREDDO - LESIONI DA CALDO - FERITE - CONTUSIONI - SINDROME DA SCHIACCIAMENTO DEGLI ARTI - FRATTURE - EMORRAGIE

NOZIONI GENERALI
Le presenti indicazioni di Primo Soccorso, si riferiscono ad interventi di base e concordano con quanto indicato in un manuale edito ed utilizzato per la formazione dei Volontari del Soccorso della Croce Rossa Italiana. I principi generali ed universali di soccorso, potranno pertanto essere utilizzati sugli animali, tenendo pero’ ben presente della indispensabile necessita’ di garantire per quanto possibile, l’incolumita’ del soccorritore rispetto a possibili morsi, graffi, ecc.. L’animale, infatti, potra’ essere spaventato, impaurito, sotto shock. Potra’ altresì, reagire al dolore con aggressivita’. Quanto detto pertanto, dovra’ essere ben valutato, almeno subito dopo la verifica della sicurezza “ambientale” del luogo ove si svolge il soccorso. La prima regola del soccorritore infatti, e’ quella di preoccuparsi innanzitutto della propria incolumita’ e solo successivamente occuparsi dell’infortunato.
A tutti consigliamo di seguire corsi di primo soccorso svolti dalla Croce Rossa Italiana, dalle unita’ di 118, dalle associazioni di volontariato sanitario, ecc., potrebbe rivelarsi assi utile, infatti, in caso di necessita’ per aiutare i nostri familiari quadrupedi, ma… anche per quelli “bipedi”! Buona lettura.

BLS (Basic Life Support). Sta ad indicare il supporto vitale di base. Si occupa esclusivamente del controllo ed eventuale ripristino delle funzioni indispensabili alla vita e verifica:

  • A: Pervieta’ delle vie aeree.

  • B: Attivita’ Respiratoria.

  • C: Attivita’ cardiaca.

  • In caso di asfissia ad esempio, bisogna per prima cosa, verificare la pervieta’ delle prime vie aeree (naso) e che nel retrobocca, zona anatomicamente in comune tra gli apparati respiratorio e digerente, non vi sia del materiale estraneo (palline, stoffa, gommapiuma, ecc.) o biologico (reflusso, vomito, sangue). Anche la lingua ripiegandosi su se stessa, potrebbe occludere il passaggio dell’aria. Alcune razze canine poi, sono costituzionalmente predisposte a problemi respiratori: Carlino, Pechinese, Bulldog inglese, ecc.., mentre in caso di trauma, le motivazioni possono essere riconducibili all’evento stesso. La mancanza di ossigeno, cosi’ come la presenza di gas, vapori e fumi, possono spiegare l’arresto dell’attivita’ respiratoria. Senza voler addentrarci nelle tecniche relative alla respirazione artificiale, che necessitano di un addestramento continuo su manichino per poterci confermare una corretta, o meno, manualita’ rianimatoria, dovra’ essere chiaro che la respirazione artificiale stessa, potra’ essere effettuata, se privi di attrezzature specifiche, esclusivamente con la tecnica bocca/bocca o bocca/bocca-naso e che la qual cosa, anche per la differente anatomia degli animali, comporta dei problemi tecnici e pratici non indifferenti. Buona norma in ogni caso, sarebbe quella di dotarsi di semplici e poco costosi ausili monouso d’emergenza. (Foto 1)

  • Sara’ fondamentale verificare se e’ comunque presente un’attivita’ respiratoria, che e’ quella che permette l’omeostasi (ossigenazione del sangue). L’osservazione o meno dell’escursione della gabbia toracica e’ un buon metro di giudizio, cosi’ come la vecchia tecnica del posizionamento di uno specchietto davanti alle narici: se l’attivita’ e’ presente lo specchietto diverra’ opaco. In realta’ solamente in pochi casi l’attivita’ respiratoria viene meno, spesso correlati al venir meno dell’attivita’ circolatoria: arresto cardio-circolatorio-respiratorio. Piu' spesso fortunatamente, la compromissione della normale dinamica respiratoria e’ assolutamente compatibile con la vita ed il primo intervento non verra’ svolto in emergenza (codice Rosso), ma solamente in urgenza, ed il codice colore dell’intervento non andra’ oltre il Giallo.

  • L’attivita’ cardiaca, e’ quella che permette la diffusione del sangue ossigenato a livello polmonare, garantendogli di raggiungere tutti i distretti dell’organismo, centrali e periferici. L’assenza di tale attivita’ e’ incompatibile con la vita, mentre una sua diminuzione in potenza e frequenza, entro certi limiti, permette comunque la vita del paziente.

Risulta pertanto evidente che la conoscenza di quanto detto, e’ particolarmente importante in condizioni “difficili”. Il primo contatto con il medico veterinario curante, avverra’ con ogni provabilita’ tramite il telefono, cosi’ che le indicazioni riferite, potranno permettergli di cominciare ad avere un quadro completo della situazione. La qual cosa, correlata alla storia clinica del paziente, sara’ determinante per le scelte da intraprendere al fine di riportare nelle normali condizioni fisiologiche il Vs animale

RIEPILOGANDO:

  1. AGIRE IN SICUREZZA AMBIENTALE.

  2. CONTROLLARE LA PERVIETA’ DELLE PRIME VIE AEREE E CHE NON CI SIA DEL MATERIALE ESTRANEO NELLA CAVITA’ BOCCALE

  3. CONTROLLARE CHE CI SIA UNA REGOLARE ESCURSIONE DELLA GABBIA TORACICA, SEGNO DI ATTIVITA’ RESPIRATORIA.

  4. CONTROLLARE L’ESISTENZA DI UNA REGOLARE ATTIVITA’ CARDIACA, PONENDO UNA MANO SULL’EMITORACE SINISTRO, SUBITO DIETRO LA SPALLA, SPOSTANDO QUESTA IN AVANTI.

 

LA REGOLA “D’ORO” IN OGNI CASO E’: CONTROLLARE LA PROPRIA ANSIA. L’ANIMALE, INFATTI, LA RECEPIRA’ IMMEDIATAMENTE, ED ATTIVERA’ DEI MECCANISMI NEURO-ENDOCRINI NIENTE AFFATTO UTILI AL MANTENIMENTO DELLE CONDIZIONI IDEALI PER LA SUA SOPRAVVIVENZA.

CONVULSIONI

Sono contrazioni violente ed involontarie dei muscoli. Possono essere provocate da differenti fattori. Al di la della causa da cui originano, la prima ed unica cosa che possiamo fare, e’ quella di evitare lesioni involontarie che l’animale puo’ provocare a se stesso ed a noi. Bisogna pertanto intervenire con la massima prudenza ed in sicurezza, ricordando che qualunque gesto compiuto dal nosto amico, e’ assolutamente involontario e lui si trova in condizioni di assoluta perdita di coscienza. Cosi’ come questa condizione si puo’ avere anche senza convulsioni.
La crisi convulsiva puo’ iniziare con un “grido”, caduta a terra, bava alla bocca cianosi, respiro affannoso e perdita di feci ed orine, morsicatura della lingua.
La possibile morsicatura della lingua e’ sicuramente l’aspetto piu' pericoloso e va assolutamente evitato, pertanto senza costringere in alcuna maniera l’animale, cercare di assecondare le contrazioni, esercitando al massimo una moderata contenzione, tenere la testa girata da un lato, per permettere la fuoriuscita della saliva e mettere un oggetto morbido (fazzoletto, straccio, lembo di un cuscino, ecc.) fra le due arcate dentali, per evitare il morso. Fare altresi’ attenzione che non venga ingoiato.
La lingua infatti, e’ un muscolo riccamente vascolarizzato e fortemente innervato, una lesione vascolare potrebbe produrre una emorragia difficilmente affrontabile.
Successivamente alla crisi convulsiva, manifestatasi in maniera conclamata o silente, misurare la temperatura e se questa e’ oltre la norma, applicare un panno freddo nella regione della nuca, sotto le ascelle e l’inguine. Anche il moderato frizionamento della pelle con alcool, provocando vasodilatazione, puo’ favorire la dispersione della temperatura stessa.

RIEPILOGANDO:

  • AVVICINARSI E CONTENERE L’ANIMALE CON ATTENZIONE: LUI NON E’ COSCIENTE

  • EVITARE CHE SI MORDA LA LINGUA, SE DOVESSE SUCCEDERE, CONTROLLARE LA PERDITA DI SANGUE, TAMPONARE SE NECESSARIO E RECARSI URGENTEMENTE DAL PROPRIO MEDICO VETERINARIO DI FIDUCIA

  • CONTROLLARE LA TEMPERATURA, SE NECESSARIO ABBASSARLA.


LESIONI DA FREDDO

Questo tipo di lesioni possono essere localizzate o generalizzate, tralasciando le prime perche’ provocate da cause molto particolari, le seconde, sono piu' frequenti specialmente nel periodo invernale e nelle zone a clima freddo, possono essere eventi tuttaltro che rari che coinvolgono animali familiari “dimenticati” all’esterno di appartamenti, e non abituati alle temperature esterne , o animali randagi in nottate particolarmente fredde. In ogni caso e’ bene sapere che gli animali hanno generalmente una ottima capacita’ di termoregolazione per compensare le basse temperature; viceversa, i cani in particolare, di fronte a temperature elevate, con tasso di umidita’ elevato e scarsa ventilazione, sono molto meno attrezzati per evitare un rialzo termico corporeo eccessivo.
La prima cosa da fare, sara’ quella di prevenire, cioe’ non portare l’animale in un ambiente troppo caldo, perche’ la reazione da parte dell’apparato circolatorio (vasodilatazione imponente) non sara’ “utile” al superamento dell’ipotermia dei distretti centrali dell’organismo. Piuttosto bisognera’ con delicatezza frizionare l’animale, la sua muscolatura, ed in particolare spalle, cosce, dorso al fine di riattivare quei meccanismi di produzione di calore proprio particolarmente presenti a livello muscolare. Gli animali, a differenza dell’uomo, hanno mantenuto l’uso volontario di particolari muscoli superficiali (pellicciai), deputati tra le altre cose, anche a questa funzione. Il tremore muscolare ha proprio la funzione di compensare attivamente una bassa temperatura esterna. E’ importante mantenere vigile l’animale e non appena possibile farlo camminare, somministrare bevande calde anche molto zuccherate. Non appena l’animale mostrera’ segni di miglioramento, portarlo gradatamente in ambienti piu' caldi. Misurare la temperatura corporea.

RIEPILOGANDO: Richiedere immediatamente un intervento sanitario ed iniziare a riscaldare l’animale.

 

LESIONI DA CALDO

Distinguiamo anche in questo caso quelle localizzate da quelle generalizzate. Le prime: ustioni, sono l’espressione di danni tissutali anche molto gravi (3ogrado), con imponente liberazione di mediatori chimici dell’infiammazione ed alterazione dell’omeostasi (scambio di liquidi) extra-intra cellulari. Questo provochera’ dolore, arrossamento calore, trasudazione plasmatica, bolle,…Se si sviluppera’ imponentemente, potra’ provocare inizialmente shock neurogeno, e successivamente vascolare ed in ogni caso un carico di lavoro renale non indifferente. Il superamento dello shock non garantisce da altre complicanze, anche purtroppo con esiti infausti, provocate da compromissione generale, renale, nonche’ circolatoria e da alterazione nella “composizione” del sangue. La prima cosa da fare e’ quella di “spegnere” l’ustione abbassando la temperatura locale mediante abbondanti lavaggi con acqua leggermente salata. Nel caso l’ustione fosse provocata da corrente elettrica, ricordarsi che e’ possibile avere fratture da contrazione.
La lesione generale da calore, o colpo di calore, e’ invece un evento tutt’altro che infrequente nei cani nel periodo estivo in orari e per situazioni particolari. Non e’ purtroppo infrequente ascoltare di animali deceduti nel fare una passeggiata nel primo pomeriggio estivo, o perche’ lasciati per pochi minuti al sole, per non parlare poi di casi di animali chiusi in macchina anche per pochissimo tempo durante un breve acquisto in un negozio. La perdita di calore (termolisi), cammina di pari passo con la sua produzione (termogenesi). Se questo equilibrio viene meno, si innescano meccanismi di natura chimico fisica, che tentano di “difendere” l’organismo da condizioni non adatte alla sua vita. Tali meccanismi non riescono che per poco tempo a sostenere l’equilibrio generale, ed inevitabilmente lo shock avra’ il sopravvento. Nel nostro caso poi, la ridottissima presenza di ghiandole sudoripare non permette la necessaria eliminazione del calore, accelerando fortemente le reazioni organiche relative.
La prima cosa da fare, e’quella di portare il soggetto in un luogo fresco, ombroso e ben ventilato, con basa umidita’. Applicare impacchi freddi nelle regioni ascellari, inguinali e dietro la nuca. Misurare la T0 corporea somministrare bevande ricche di zuccheri o con bicarbonato di sodio. Ricordarsi che il colpo di calore il piu' delle volte e’ seguito da disturbi neuro-vegetativi, come febbre, disturbi gastrici,ecc…Nel colpo di sole, si avra’ una sintomatologia con accentuazione dei sintomi nervosi (confusione mentale, allucinazioni, fotofobia, abbacinamenti ed anche cecita’.

RIEPILOGANDO: Richiedere urgentemente l’intervento medico veterinario e raffreddare in qualunque maniera l’animale.

 

FERITE

Possono essere di vario tipo e la loro classificazione puo’ essere eseguita in base a differenti parametri, tuttavia il trattamento deve rispondere ai medesimi principi. Il primo di questi e’ quello di pulire la ferita dai peli e comunque, nel caso in cui essa sia sporca, il prodotto piu' adatto e’ certamente l’acqua ossigenata a 12 volumi. E’ un prodotto altamente efficace: e’ a basso costo, e’ presenta in tutte le abitazioni e per quanto non adatta nei confronti di alcuni tipi di cellule, risulta essere perfetta nelle ferite sporche ed in particolare in quelle profonde, in quanto riesce a “pulire” la lesione grazie ad una reazione fisica che avviene dal fondo verso la superficie della ferita, provvedendo cosi’ alla detersione della stessa. In assenza di acqua ossigenata, in caso di necessita’ anche un semplice lavaggio con acqua potabile, si rivela utile. In tale modo una piccola ferita e’ gia’ sufficientemente trattata, mentre una piu' importante dovra’ ricevere le attenzioni del medico veterinario, che sapra’ come affrontare in maniera piu' articolata la stessa. In ogni caso si dovra’ obbligatoriamente coprirla con una benda di cotone o “tessuto non tessuto” per evitare che si inquini ulteriormente in attesa del trattamento definitivo.
Le ferite da morso, vanno considerate sempre e comunque come ferite sporche e come tali vanno trattate.
E’ da ricordare che il leccamento degli animali, apportando con la saliva una componente basica e ricca di enzimi, esercita una azione “terapeutica” sulla ferita.

RIEPILOGANDO: Nel caso di lesioni di modesta entita’ come lievi abrasioni, graffi, etc.., e’ sufficiente una normale disinfezione: non usare alcool. Per quelle piu' importanti, sciacquare la ferita ed evitare che venga in contatto con dello sporco. Si puo’ applicare nella zona circostante un impacco freddo. Recarsi con rapidita’ in una struttura sanitaria sul teritorio.

 

CONTUSIONI

Riguardano muscoli, ossa, encefalo, apparati organi e tessuti interni, appaiono senza soluzione di continuo degli strati superficiali e sono provocate da urti violenti. Possono essere di tipo generale e locale. Tralasciando le prime perche’ riguardanti l’interessamento di organi interni e ne alterano la loro funzionalita’, le seconde invece, possono essere trattate precocemente gia’ nella 1a fase mediante l’applicazione di impacchi freddi o ghiaccio per prevenire versamenti e conseguentemente l’insorgenza del dolore. Sara’ ancora una volta il medico veterinario che si occupera’ della 2a fase dell’evoluzione della contusione.
Contusioni craniche: riguardano ovviamente la zona cranica e se interessano una zona ampia si indicano come commozioni cerebrali, mentre per zone limitate si indicano come contusioni cerebrali. Le commozioni determinano una alterazione della coscienza che tuttavia potrebbe non essere rilevata, nell’altro opposto si puo’ arrivare al coma. Successivamente al trauma, il paziente perde conoscenza, il respiro puo’ diventare superficiale, il polso rallenta, le pupille appaiono dilatate e la muscolatura e’ rilassata. Dopo un periodo di tempo variabile, la coscienza torna, cosi’ come puo’ subentrare la morte.
Nella contusione cerebrale invece, l’azione lesiva diretta e’ provocata dalla emorragia cerebrale successiva al trauma, con determinazione di convulsioni, rallentamento del polso ed anche paralisi muscolare, alterazione nella normale posizione delle pupille, ipertermia. In diversi casi tuttavia non c’e’ traccia di sintomatologia alcuna.
Esiste ancora un caso differente che e’ dato dall’ematoma extradurale, in cui la sintomatologia neurologica compare alcune ore dopo il trauma. Questo se non trattato porta con elevata frequenza alla morte.
In tutti questi casi, e’ indispensabile il ricorso, nel piu' breve tempo possibile, alle cure sanitarie.

Le contusioni toraciche hanno una sintomatologia riconducibile a difficolta’ nella respirazione, tanto piu' grave quanto maggiore e’ la lesione polmonare. Questa potra’ essere cosi’ vasta da compromettere le funzioni vitali dell’infortunato. Richiedono l’intervento del supporto medico veterinario.
Le contusioni addominali, necessitano anch’esse dell’intervento sanitario.
RIEPILOGANDO: Nei casi di contusione, l’unico intervento praticabile in primo soccorso, e’ l’apposizione di impacchi di ghiaccio sulla parte colpita.

 

SINDROME DA SCHIACCIAMENTO DEGLI ARTI

Nei casi conseguenti ad un imponente traumatismo in cui si assiste alla compromissione generale di un arto (crushing sindrome), si avra’ la conseguente immissione in circolo di una elevata quantita’ di elementi “nocivi” per il traumatizzato stesso.
Si avra’ shock evidente e la distruzione muscolare produrra’ liberazione di mioglobina muscolare difficilmente filtrabile dal rene, l’alterazione metabolica relativa al corretto rapporto acido/base si indirizza verso una marcata acidosi, aggravata dallo stato di shock iniziale.

PS: L’intervento di primo soccorso, consiste nell’apposizione di un laccio emostatico ben stretto per “isolare” dal corpo l’arto compromesso ed impedire la diffusione delle sostanze tossiche. Il paziente si porra’ in posizione antishock e si potra’ iniziare a compensare la certa acidosi metabolica, somministrando acqua e bicarbonato (1 lt. X 1 cucchiaino). Non aspettare i soccorsi ed avviare immediatamente il paziente nella struttura medico veterinaria piu' vicina sul territorio.

 

 

FRATTURE

Anche per questo tipo di patologie, le possibili classificazioni sono diverse, cosi’ come altrettanto diverse sono le possibili complicanze derivanti. La piu' grave e pericolosa e’ certamente quella a carico dell’apparato vascolare. La lesione ossea e tessutale conseguente, possono produrre gravi emorragie, specialmente se interne, a causa anche del loro difficile precoce rilievo. Nelle fratture esposte, per un meccanismo fisico, puo’ essere aspirata aria nel vaso venoso lesionato, con conseguente formazione di un embolo gassoso, fortunatamente non frequente. Nelle fratture imponenti e nei soggetti sovrappeso l’embolo potra’ essere di tipo solido.

PS: Non effettuare tentativi di riduzione delle stesse, il fratturato, assume naturalmente una posizione antalgica e non necessita di interventi suppletivi. In urgenza, il piu' grande problema derivante da una frattura, e’ dato dalla possibilita’ di lesioni a carico dei tessuti molli circostanti, provocate dalla frattura stessa. Il dolore inoltre, puo’ portare ad uno stato di shock. Al di la di questi due problemi, potenzialmente pericolosi, non e’ necessario alcun particolare intervento in primo soccorso, se non quello di provvedere al trasporto verso una struttura medico veterinaria, o alla preparazione del paziente per l’arrivo del mezzo di soccorso. Fondamentalmente sara’ sufficiente immobilizzare l’animale una volte che si sia riusciti ad adagiarlo su di un telo.

 

EMORRAGIE

Sono provocate dalla lesione di un vaso ematico, tanto per rottura che per difettosa permeabilita’ della sua parete. Possono essere esterne od interne e patologiche, come accade ad esempio nelle ulcere. Le piu' comuni emorragie sono scarsamente significative , in quanto esterne e a carico di piccoli vasi (capillari) e pertanto facilmente contrastabili. Differente e’ il discorso per quelle di vasi di calibro maggiore in cui la fuoriuscita di sangue e’ piu' imponente. In questi casi e’ indispensabile tamponare la lesione mediante compresse di stoffa o garza. La fuoriuscita di elevate quantita’ di sangue comporta l’instaurarsi di uno shock ipovolemico ed un provabile arresto cardio-circolatorio successivo. Tanto maggiore sara’ infatti, la velocita’ di perdita di sangue e tanto peggiore sara’ la situazione, con una evoluzione negativa del quadro generale.
PS  L’obiettivo sara’ quindi quello di arrestare l’emorragia stessa mediante compressione locale, compressione arteriosa e bendaggio compressivo. E’ necessario capire quale e’ il punto ove si ha  la fuoriuscita di sangue dal vaso, se questa e’ di modica entita’, si comprimera’ moderatamente con garze o bende pulite, se invece e’ copiosa la compressione sara’ maggiore e le garze saranno fissate con un bendaggio stretto. La compressione arteriosa verra’ eseguita esclusivamente per le emorragie imponenti, andando a comprimere a monte della lesione, laddove le arterie sono piu' superficiali. Questa tecnica tuttavia, per essere utile prevede delle buone conoscenze anatomiche ed una ottima preparazione tecnica di manualita’ sanitaria specifica. (nella medicina dell’uomo esistono manichini addestrativi “interattivi”). In ultimo, una volta iniziata la compressione, questa non dovra’ essere interrotta. E’ ovvio che si rimanda tale pratica al personale medico veterinario esperto in chirurgia vascolare.
Emorragie attraverso orifizi naturali

  • La fuoriuscita di sangue dal naso, ha diverse cause: traumatiche, da corpi estranei come i forasacchi, parassitarie come nella linguatula, urti violenti, patologiche: affezioni funginee, tumori, ipertensione vasale, fragilità capillare, etc…

      P.S.: Tamponare delicatamente ma completamente ed applicare impacchi freddi locali e sulla nuca, inclinare moderatamente il capo in avanti.

  • La fuoriuscita di sangue dalle orecchie, puo’ essere data oltre che dagli onnipresenti forasacchi e da parassiti esterni, anche da forti infiammazioni, traumatismi a seguito di urti violenti con interessamento cranico, etc…

      P.S.: Ospedalizzare rapidamente il paziente.

  • La fuoriuscita di sangue dalla bocca, puo’ essere ricondotta ad infiammazioni imponenti della cavita’ orale, da perdita di denti, da lesioni del retrobocca, cosi’ come se c’e’ tosse e sangue assieme, le origini possono essere bronchiali se non addirittura polmonari e le cause essere diverse.

P.S.: E’ comunque necessaria una indagine accurata.

  • Le orine di colore scuro, sottintendono la presenza di sangue, l’origine puo’ essere traumatica, come in caso di urti violenti, provocata da calcolosi o da presenza di “renella”.

P.S.; Anche qui’ e’ necessario una indagine urgente ed accurata sulle possibili cause.