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PER LA BASILICATA UN NUOVO PARCO NAZIONALE

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Grazie al via libera del nuovo Consiglio dei Ministri è nato in Italia il Parco nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese. Questo nuovo Parco si estende per circa 66 mila ettari nella parte meridionale della provincia di Potenza, in Basilicata e comprende una trentina di comuni tra cui Marsiconuovo, Moliterno, Viggiano, Calvello, Abriola e Pignola. Il territorio è caratterizzato da monti sopra i mille metri (con stazioni sciistiche) e boschi di grande pregio. L’area protetta nasce in una zona agricola, accanto ai pozzi petroliferi della Val d’Agri, ed è il secondo parco nazionale della Basilicata, dopo quello del Pollino al confine con la Calabria. La procedura per la sua istituzione è durata 13 anni, e uno dei motivi che ne hanno ritardato la nascita è stato l’inserimento o meno nel suo perimetro della montagna di Caperrino, dove una compagnia petrolifera voleva scavare un pozzo di estrazione. La Regione Basilicata dopo una lunga battaglia è riuscita ad includere la montagna nel parco, impedendone lo sfruttamento. Legambiente considera importante la nascita del Parco Nazionale della Val d’Agri e del Lagonegrese perché si aggiunge finalmente un importante tassello, che ancora mancava, per realizzare una politica globale di conservazione della biodiversità e di sviluppo sostenibile sull’intero Appennino. “Nel suo perimetro - ha spiegato il direttore regionale di Legambiente, Antonio Lanerte - vivono animali come lupi, uccelli rapaci, lontre (queste ultime in via di estinzione). Tra le piante c’è una specie di acero tipica del posto”. Questo modello – sostiene la Regione – è di gran lunga più realistico e conveniente di qualsiasi altra ipotesi, poiché si tratta di uno sviluppo più coerente con le caratteristiche ambientali, naturali, sociali ed economiche dell’area della Val d’Agri e del Lagonegrese. La conservazione della natura può legarsi strettamente allo sviluppo territoriale e rurale, creando così le condizioni per promuovere benessere e nuove opportunità di lavoro, un moderno sistema di servizi sociali per i residenti ed i visitatori, utile per impedire lo spopolamento delle aree interne e dei piccoli comuni, per valorizzare le produzioni tipiche, le tradizioni culturali e le abilità locali. Il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo si è detto soddisfatto: “la Regione per l’istituzione del Parco ha condotto una lunga battaglia contro la disattenzione e l’ostruzionismo manifestati dal ministro dell’Ambiente Matteoli e del governo Berlusconi. Con la sua nascita e insieme alla presenza consolidata del Parco del Pollino, la Basilicata può diventare una destinazione sempre più aperta ai grandi circuiti del turismo ambientale e culturale ed innalzare il livello di competitività e di attrattiva”. Per il presidente regionale di Legambiente, Marco De Biasi, l’istituzione del parco “è un primo passo molto importante, dopo anni di annunci, rinvii, aspettative e delusioni. Il nuovo Parco assicurerà la continuità ecologica dei territori tra il parco del Cilento e quello del Pollino”. La Regione Basilicata si augura con l’apertura di questo Parco di poter migliorare il sistema regionale delle aree protette che andrebbero maggiormente sostenute, sia con maggiori investimenti finanziari, sia dotandole delle strutture tecniche, scientifiche e gestionali necessarie al loro funzionamento ed a garantire la messa in pratica di adeguate politiche di tutela e valorizzazione dei Parchi Italiani.

Marta Di Cioccio