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Esce oggi l'Atlante climatico degli uccelli nidificanti in Europa (Climatic Atlas of european breeding birds), realizzato dall'Università di Durham e dalla Rspb (Royal society for the protection of birds) in collaborazione con BirdLife International, la rete di associazioni che difendono gli uccelli (Lipu in Italia). Si tratta del primo atlante al mondo che studia gli impatti potenziali dei cambiamenti climatici sulla distribuzione degli uccelli selvatici in Europa. Nel complesso infatti, le aree geografiche dove vivono e si riproducono un gran numero di specie si sposteranno a fine secolo in media, rispetto a oggi, di 550 chilometri verso Nord-est e si ridurranno in estensione del 20%.
''Lo scenario e' molto preoccupante - spiega Marco Gustin, responsabile specie e ricerca Lipu-BirdLife Italia - oltre la metà delle specie nidificanti in Italia subiranno un declino e alcune si estingueranno. Per molte di esse ci sarà una riduzione netta del proprio areale di riproduzione. Senza dimenticare che vi sono altri fattori altrettanto importanti quali la distruzione dell'habitat e la modifica della vegetazione, che se venissero considerati porterebbero senz'altro a previsioni peggiori di questa''. In Italia rischi di estinzione o di restringimento delle zone di riproduzione investiranno infatti il 60% delle specie nidificanti nella penisola, il che significa che sara' minacciata oltre la metà dei nostri uccelli selvatici. E sarebbero almeno quindici sulle 262 specie esaminate, le specie che nel Belpaese potrebbero scomparire del tutto. Altre 141 invece subirebbero una riduzione della loro area riproduttiva, mentre il 22% delle specie italiane rimarrebbero stabili o in aumento. Il caldo dovrebbe portare poi nuovi arrivi: saranno in 19 le new entry che verranno a nidificare per la prima volta in Italia, provenienti da Spagna (12) o Grecia (7), tra le quali l'aquila imperiale spagnola, il nibbio bianco, l'usignolo d' Africa e la gazza azzurra. ''A questo punto - aggiunge Claudio Celada, direttore area conservazione natura Lipu-BirdLife Italia – è urgente intensificare gli sforzi di conservazione della biodiversità e rafforzare le aree protette e la Rete Natura 2000, la rete di siti finalizzata alla conservazione della biodiversità dell'Unione europea. Questi siti devono essere meglio protetti, gestiti e connessi tra di loro in modo da contenere gli effetti dei cambiamenti climatici sulla distribuzione delle specie''. ''Allo stesso tempo - conclude Celada - il territorio che non è incluso all'interno di Rete Natura 2000 deve diventare più permeabile ai movimenti delle specie fornendo habitat di alta qualità ambientale. E occorre infine fermare il consumo di territorio e garantire politiche più sostenibili''
Pernice sarda, gabbiano corso e airone bianco maggiore: sono queste alcune delle 15 specie di uccelli a rischio estinzione in Italia nel caso di un possibile aumento di tre gradi della temperatura globale entro la fine del ventunesimo secolo. L'emergenza colpisce in tutto 120 specie in Europa.
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