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Sono 6.333 le illegalita' a danno dei fiumi italiani dal 2003 al 2006, oltre 4 reati ogni giorno, 132 ogni mese; di questi 4.081 sono amministrativi e 1.352 penali.
Tevere, Po, Arno e Volturno, i fiumi più maltrattati d'Italia, contro cui nel 2006 sono stati commessi il 38% dei reati nazionali. I più comuni? Pesca illegale( 542 reati), inquinamento (454 reati), furti di acqua e ghiaia e abusivismo di tutti i generi. A fotografare lo stato di salute dei fiumi e i relativi abusi è il monitoraggio realizzato da Legambiente e Corpo forestale dello Stato nell'ambito di “Fiumi Informa 2007”, la campagna nazionale a difesa dei corsi di acqua che si terrà in tutta Italia dall'11 al 13 maggio. I numeri delle illegalità fluviali, presentati oggi a Roma dal Capo del Corpo forestale dello Stato, Cesare Patrone e il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, evidenziano uno spaccato di degrado impressionate contro cui e' in atto una lotta a tutto tondo.
'Puntiamo a sensibilizzare l'opinione pubblica - ha detto Della Seta - su un patrimonio troppo spesso abbandonato a se' stesso, aggredito da abusivismo, inquinamento, escavazioni in alveo e a rischio di siccità ''. Sono stati 6.333 i reati commessi dal 2003 al 2006, più di 4 ogni giorno, 132 ogni mese; di questi, 4.981 amministrativi e 1.352 penali. 'Nel 2006 - ha detto Patrone - gli sforzi del Corpo forestale dello Stato hanno determinato una crescita del contrasto dei fenomeni di illegalità, con un aumento delle denunce penali e sanzioni amministrative rispetto al trend dei tre anni precedenti. Dal 2003 al 2006 il Corpo forestale dello Stato ha effettuato oltre 150.000 controlli sul territorio (oltre 100 al giorno) e 84.917 sulle persone. Un'azione che ha permesso di identificare e denunciare 981 “criminali fluviali”, arrivando all'arresto di 11 persone; le sanzioni amministrative (5.688) hanno permesso di notificare più di 2 milioni di euro di multe. La situazione più pesante per quanto riguarda lo stato di qualità delle acque. si registra in Basilicata: il 67% delle analisi effettuate nelle stazioni di rilevamento sono risultate negative; il secondo posto spetta alla Sicilia (53%), seguita da Lazio (45%), Emilia Romagna (39%) e Lombardia (32%).
Sono tutte invece all'estremo Nord, fatto salvo per il Molise, le regioni con una buona qualità delle acque interne, registrate in Valle d'Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. I fiumi con maggiori tratti in sofferenza si trovano in Sicilia (24%) e Marche (11%). L'altra faccia della medaglia e' la qualità elevata riscontrata nell'8% dei fiumi dell'Abruzzo e nel 6% del Veneto. Tra i protagonisti di questo degrado, oltre alla pesca illegale ci sono l'intensa cementificazione delle sponde, la rettificazione degli alvei, lo sfruttamento intensivo delle fasce fluviali a fini agricoli e soprattutto, gli scarichi abusivi e non depurati che riversano grandi quantità di sostanze inquinanti all'interno dei corsi d'acqua. E' comunque il Tevere a vivere la più pesante aggressione, registrando 1 illecito su 5 con 266 reati tra amministrativi e penali e 4.500 controlli (12 al giorno) da parte del Cdf. I reati più comuni sono furto di ghiaia, mancata depurazione e abusivismo. A larga distanza seguono Po con 118 reati ( 9% del totale) concentrati nella captazione di acqua e ghiaia, Arno con 73 (pari al 6%) e Volturno, con 34 (3%).
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