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La World Conservation Union ha pubblicato la sua “lista rossa”del 2006 le specie animali e vegetali in via d’estinzione. L’elenco, che comprende un terzo degli anfibi, un quarto delle conifere del nostro pianeta e numerose specie di uccelli e mammiferi, si arricchisce di altre tre “new entry” l’orso bianco, l’ippopotamo e la gazzella del deserto facendo salire a 16.119 le specie animali considerate a rischio. Diverse le cause d’estinzione, come l’aumento della temperatura globale, fenomeno questo che ha un notevole impatto sulle regioni polari. Si calcola infatti che entro i prossimi 50 anni i ghiacci del polo Nord si ridurranno almeno del 50% causando una diminuzione del 30% degli orsi bianchi entro i prossimi 45 anni. Ma l’azione dell’uomo resta sempre la causa principale d’estinzione per il maggior numero delle specie animali e vegetali, l’ippopotamo ad esempio, entra per la prima volta tra le specie “vulnerabili”, nella Repubblica Democratica del Congo il numero di esemplari presenti e’ sceso del 95 % a causa dell’indiscriminata caccia per la carne e l’avorio dei denti. La stessa cosa sta accadendo per la gazzella del deserto , nel Sahara, che ha visto ridurre il numero degli esemplari del 80 % in soli 10 anni, cacciata dalle popolazioni che vivono ai bordi del deserto. Mentre nei mari sono gli squali gli animali maggiormente a rischio tanto che delle 547 specie esistenti, ben il 20% sono considerate vicine alla scomparsa. L'Italia, invece, rischia di veder scomparire ben 266 specie considerate dagli esperti internazionali sull' orlo dell'estinzione o già estinte. Questo l'allarme lanciato dal Wwf in occasione della pubblicazione completa della Lista Rossa dell'Iucn, l'Unione internazionale per la Conservazione della Natura, di cui il Wwf e' membro. Il quadro italiano che ne emerge, rispetto agli anni precedenti, afferma l'associazione del Panda 'è complessivamente peggiorato. ''Il Mediterraneo e l'Italia - ha affermato il presidente del Wwf, Fulco Pratesi - sono oggi più che mai al centro del problema. La Lista Rossa evidenzia la crisi di quest'area geografica dove l'urbanizzazione, l'agricoltura intensiva con modifiche ambientali ed uso smodato di sostanze chimiche, il bracconaggio e il turismo sulle coste hanno seriamente compromesso la sopravvivenza di migliaia di animali e piante su molti dei quali l'Italia è chiamata ad intervenire urgentemente e puntualmente”. Se tutto questo mostra che la perdita di biodiversità sul nostro pianeta sta aumentando, alcuni segnali positivi non mancano ed alcuni esperti sostengono, in proposito, che non e’ da escludere un inversione di tendenza , a confortarli in queste ottimistiche affermazioni numerosi casi in cui animali vicini all’estinzione sono stati salvati e il loro numero e’ tornato a crescere.
Roberto Quercia
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