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CARATTERISTICHE:
Pipistrello è il nome comune con cui vengono chiamati i mammiferi placentati appartenenti all'ordine dei Chirotteri. Al contrario di quanto si pensa comunemente, il pipistrello è un animale innocuo, per nulla aggressivo e utilissimo all’uomo (basti pensare che può arrivare a mangiare anche più di duemila zanzare al giorno!). Questi animali sono gli unici mammiferi in grado di volare, ciò è possibile perchè nel corso della loro evoluzione hanno sviluppato una speciale modificazione delle zampe anteriori che ora sono dotate di potenti muscoli pettorali e di una membrana alare, detta patagio, che si estende tra le dita della mano fino alla coda, e che gli permette quindi di volare. In volo possono raggiungere una velocità di 20-50 km/h, con frequenze di 10-40 battiti alari al secondo. Le caratteristiche del volo dipendono dalla dimensione delle ali: le specie con ali larghe e corte hanno un volo indeciso, a farfalla, abbastanza lento; le specie con ali lunghe e strette le battono con meno frequenza, compiono voli più lunghi, planati e più rapidi. All’apparenza i pipistrelli volano con molta facilità, ma l'attività richiede un grande sforzo muscolare e di conseguenza un'elevatissima circolazione sanguigna. La membrana alare, oltre a permettere il volo, ha anche il compito di limitare la temperatura corporea dell'animale.
Il corpo di un pipistrello misura circa 3-10 cm, con un’apertura alare fino oltre i 40 cm.
VITA ED ABITUDINI:
In tutto il mondo esistono 1100 specie diverse di pipistrello, delle quali almeno 34 presenti in Italia. Hanno abitudini prevalentemente notturne, e trascorrono il giorno in luoghi bui (caverne, cavità degli alberi, soffitte, ecc.). Vivono in gruppo per la maggior parte dell'anno utilizzando dei rifugi comuni, in cui gli vivono l'uno accanto all'altro per mantenere il calore corporeo. A volte i maschi vivono in piccoli gruppi o da soli. D’inverno i pipistrelli cadono in letargo: rallentano tutte le attività corporee, incluso la frequenza respiratoria e il battito cardiaco, consumando così poca energia e sopravvivendo grazie alle riserve di grasso accumulate nella bella stagione. Durante il letargo la loro temperatura interna si avvicina a quella esterna, quando però questa scende sotto gli 0°C, l'attività corporea dell'animale aumenta fino a provocarne il risveglio, permettendogli di individuare un rifugio più temperato. La distanza dal rifugio estivo da quello invernale va dai 20 ai 300 km.
La maggior parte delle specie europee si accoppiano alla fine della stagione estiva, ed i parti avvengono alla fine del letargo. La gestazione effettiva varia dalle 4 alle 8 settimane. Per il parto le femmine tendono a raggrupparsi in colonie composte da 10 sino a più di 100 individui (sono esclusi i maschi), dove partoriscono ed allevano insieme i piccoli. Durante il giorno la madre e il piccolo trascorrono il loro tempo insieme, mentrela notte, quando le femmine sono impegnate nella caccia, la prole è lasciata incustodita. Per questo motivo è indispensabile che il rifugio, che funge da nursery, sia indisturbato e sufficientemente caldo così da garantire protezione ai piccoli anche in assenza della madre.
Generalmente nascono 1 o al massimo 2 piccoli (gemelli) all’anno, che vengono allattati dalla mamma e si rendono indipendenti in 8-10 settimane, e sono sessualmente maturi intorno ai 2-3 anni. Il pipistrello è un mammifero molto longevo: può vivere anche 30 anni.
I pipistrelli hanno occhi piccoli e vista limitata, ma il loro udito è molto sviluppato. Durante il volo e per localizzare le prede, utilizzano degli echi sonori (biosonar), come gli apparecchi radar. Essi inviano degli impulsi sonori dalla bocca o dal naso (dipende dalla specie) che rimbalzano contro gli oggetti provocando un'eco che gli permette di ricostruire l'immagine dettagliata dell'ambiente circostante mediante gli echi di risposta. Grazie a questa strategia i pipistrelli sono in grado di catturare animali piccolissimi e di evitare qualsiasi ostacolo, anche nella più assoluta oscurità. I pipistrelli italiani cacciano prevalentemente insetti, contribuendo così ad eliminare animali nocivi all'uomo e alle colture. Quando va a caccia, il pipistrello cerca luoghi illuminati dove può trovare insetti attratti dalla luce. Per questo motivo capita a volte che entrino per sbaglio nelle nostre case: quando questo capita è sufficiente aprire bene le finastre e lasciare che l’animale trovi da solo la via d’uscita, senza spaventarlo inutilmente usando scope o altri oggetti che potrebbero ferirlo. I Chirotteri si nutrono principalmente di insetti, ma ne esistono altre specie che mangiano polline, nettare, frutti, roditori, pesci, rane e si conoscono tre specie di pipistrelli, limitate al Centro e al Sud America, che succhiano il sangue degli animali domestici. I nemici dei pipistrelli sono i gufi, le donnole, le martore e i topi che vanno a cercarli nei loro nascondigli.
DOVE E' POSSIBILE INCONTRARE IL PIPISTRELLO:
I Pipistrelli si possono osservare in quasi tutti tipi di ambienti: in campagna, nei boschi e perfino nei centri abitati, dove spesso si vedono svolazzare incessantemente intorno ai lampioni, a caccia degli insetti e delle falene attirate dalla luce artificiale.
Tutte le specie sono suddivise in due sottordini Microchirotteri e Megachirotteri. In particolare
i Microchirotteri sono diffusi in tutto il continente, mentre i Megachirotteri sono quasi
esclusivamente tropicali. Spesso le colonie di pipistrelli utilizzino vecchie case abbandonate o solai come luogo sicuro dove far nascere e allevare i propri piccoli. In queste circostanze durante il giorno è facile vedere le femmine allattare i piccoli, appese a testa in giù al soffitto o alla parete.
Una traccia inequivocabile che indica la presenza di pipistrelli in una vecchia casa o in una grotta, è la presenza di molti piccoli escrementi sul pavimento, simili a quelli dei topi.
CURIOSITA':
Il pipistrello è stato oggetto di credenze popolari non sempre di buon auspicio. In Italia è stato spesso vittima di miti e superstizioni che non hanno alcun fondamento di verità, come la diceria che si attacchi ai capelli senza riuscire a districarsi, oppure che il sangue di pipistrello abbia proprietà magiche, o ancora che l’arrivo dei chirotteri preannunci una disgrazia. Per questo sono stati spesso visti come animali legati al demonio, e cacciati dall’uomo che ne ha causato la decimazione. Oggi fortunatamente sono protetti dalle normative italiane e internazionali che ne vietano qualsiasi azione di disturbo, maltrattamento o uccisione. In alcune culture invece questi mammiferi hanno assunto un ruolo positivo: gli aborigeni ad esempio ritengono che nei pipistrelli siano racchiuse le anime degli uomini (mentre i gufi racchiudono le anime delle donne) e quindi ne hanno grande rispetto.
Il pipistrello dorme a testa in giù perché ha zampe troppo piccole per sostenerlo a testa in su.
Per quanto riguarda le leggende su Dracula, i pipistrelli vampiri esistono e vivono in Sud America, ma si limitano a nutrirsi di poche gocce di sangue prelevate da animali d’allevamento, i quali, grazie alla particolare dentatura del chirotteri, non si accorgono di nulla.
Tutela e Legislazione
Per fronteggiare la drastica diminuzione che la maggior parte delle specie ha subito negli ultimi decenni sono stati adottati dei provvedimenti. Ai sensi di legge, tutte le specie di chirotteri presenti in Italia devono essere protette in maniera rigorosa (art. 2 della L. 157/92; all. II e III della Convenzione di Berna - L. 503/81; all. II della Convenzione di Bonn - L. 42/83; all. B e D del D.P.R. 357/97). Gli esemplari non devono essere disturbati, in particolare durante le varie fasi del periodo riproduttivo e durante l'ibernazione e i loro siti di riproduzione o di riposo non devono venir danneggiati, né distrutti. L'uccisione e la cattura di pipistrelli possono essere sanzionate penalmente e altre interferenze gravi a danno dei pipistrelli, ad esempio la distruzione di un importante sito di rifugio, possono essere sanzionate con riferimento alla normativa sul danno ambientale. Al fine di rendere concrete tali disposizioni di tutela, troppo a lungo "rimaste sulla carta", le più recenti normative sottolineano l'esigenza che venga monitorato lo stato di conservazione delle specie e siano adottate misure idonee per garantirne la salvaguardia, fra le quali la designazione di zone speciali di conservazione.
Marta Di Cioccio
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